Rispondiamo ad una necessità sollevata da un nostro lettore.

A casa, al lavoro e sul cellulare:ovunque sei e in qualsiasi ora del giorno vieni subissato dalle telefonate dei call center che cercano di venderti ogni tipo di bene o servizio . Davvero una bella seccatura, vero?

E allora perché non corri ai ripari e cerchi un modo per non farsi chiamare dai call center? Se cerchi bene, ce ne sono.

Basta rivolgersi al Registro Pubblico delle Opposizioni e/o alle applicazioni per smartphone che bloccano le chiamate dai numeri indesiderati. In che modo? Continua a leggere e ti spiego in dettaglio come si usano entrambe le soluzioni.

Se vuoi scoprire come non farsi chiamare dai call center sul telefono fisso di casa, la cosa migliore che puoi fare è rivolgerti al Registro Pubblico delle Opposizioni, un servizio gratuito patrocinato dal Ministero dello Sviluppo Economico che permette di rendere pubblica la propria volontà di non essere contattati a scopi promozionali dai call center. Dopo esserti iscritto ad esso, a meno che tu non abbia dato esplicitamente il consenso a ricevere telefonate pubblicitarie in qualche contratto di abbonamento a TV, servizi Web, ecc., gli operatori di telemarketing non potranno più chiamarti.

Se vuoi iscriverti al Registro Pubblico delle Opposizioni, non devi far altro che collegarti al sito Internet del servizio e cliccare prima sul collegamento modulo elettronico sul sito Web (collocato sotto la dicitura COME FUNZIONA e poi sulla prima voce link presente nella pagina che si apre. Compila quindi il modulo che ti viene proposto, digitando i tuoi dati personali, e clicca sul pulsante Invia per completare la tua iscrizione. Non dimenticare di stampare la pagina di riepilogo che viene visualizzata al termine dell’iscrizione. La tua richiesta di inserimento nel Registro Pubblico delle Opposizioni sarà accettata entro 15 giorni.

Nel 1969, presso l’Università di Stanford (USA), il professor Philip Zimbardo ha condotto un esperimento di psicologia sociale. Lasciò due auto abbandonata in strada, due automobili identiche, la stessa marca, modello e colore. Una l’ ha lasciata nel Bronx, quindi una zona povera e conflittuale di New York ; l’altra a Palo Alto, una zona ricca e tranquilla della California. Due identiche auto abbandonate, due quartieri con popolazioni molto diverse e un team di specialisti in psicologia sociale, a studiare il comportamento delle persone in ciascun sito.

Si è scoperto che l’automobile abbandonata nel Bronx ha cominciato ad essere smantellato in poche ore. Ha perso le ruote, il motore, specchi, la radio, ecc. Tutti i materiali che potevano essere utilizzati sono stati presi, e quelli non utilizzabili sono stati distrutti. Dall’altra parte , l’automobile abbandonata a Palo Alto, è rimasta intatta.

È comune attribuire le cause del crimine alla povertà. Attribuzione nella quale si trovano d’accordo le ideologie più conservatrici (destra e sinistra). Tuttavia, l’esperimento in questione non finì lì: quando la vettura abbandonata nel Bronx fu demolita e quella a Palo Alto dopo una settimana era ancora illesa, i ricercatori decisero di rompere un vetro della vettura a Palo Alto, California. Il risultato fu che scoppiò lo stesso processo, come nel Bronx di New York : furto, violenza e vandalismo ridussero il veicolo nello stesso stato come era accaduto nel Bronx.

Perchè il vetro rotto in una macchina abbandonata in un quartiere presumibilmente sicuro è in grado di provocare un processo criminale?

Non è la povertà, ovviamente ma qualcosa che ha a che fare con la psicologia, col comportamento umano e con le relazioni sociali.

Un vetro rotto in un’auto abbandonata trasmette un senso di deterioramento, di disinteresse, di non curanza, sensazioni di rottura dei codici di convivenza, di assenza di norme, di regole, che tutto è inutile. Ogni nuovo attacco subito dall’auto ribadisce e moltiplicare quell’idea, fino all’escalation di atti, sempre peggiori, incontrollabili, col risultato finale di una violenza irrazionale.

In esperimenti successivi James q. Wilson e George Kelling hanno sviluppato la teoria delle finestre rotte, con la stessa conclusione da un punto di vista criminologico, che la criminalità è più alta nelle aree dove l’incuria, la sporcizia, il disordine e l’abuso sono più alti.

Se si rompe un vetro in una finestra di un edificio e non viene riparato, saranno presto rotti tutti gli altri. Se una comunità presenta segni di deterioramento e questo è qualcosa che sembra non interessare  a nessuno, allora lì si genererà la criminalità. Se sono tollerati piccoli reati come parcheggio in luogo vietato, superamento del limite di velocità o passare col semaforo rosso, se questi piccoli “difetti” o errori non sono puniti, si svilupperanno “difetti maggiori” e poi i crimini più gravi.

Se parchi e altri spazi pubblici sono gradualmente danneggiati e nessuno interviene, questi luoghi saranno abbandonati dalla maggior parte delle persone (che smettono di uscire dalle loro case per paura di bande) e questi stessi spazi lasciati dalla comunità, saranno progressivamente occupato dai criminali.

Gli studiosi hanno risposto in una forma più forte ancora, dichiarando che l’incuria ed il disordine accrescono molti mali sociali e contribuiscono a far degenerare l’ambiente.

A casa, tanto per fare un esempio, se il capofamiglia lascia degradare progressivamente la  sua casa, come la mancanza di tinteggiature alle pareti che stanno in pessime condizioni, cattive abitudini di pulizia, proliferazioni di cattive abitudine alimentari, utilizzo di parolacce, mancanza di rispetto tra i membri della famiglia, ecc, ecc, ecc. poi, anche gradualmente,  cadranno anche la qualità dei rapporti interpersonali tra i membri della famiglia ed inizieranno a crearsi cattivi rapporti con la società in generale. Forse alcuni, perfino un giorno, entreranno in carcere.

Questa teoria delle finestre rotte può essere un’ipotesi valida a comprendere la degradazione della società e la mancanza di attaccamento ai valori universali, la mancanza di rispetto per l’altro e alle autorità (estorsione e le tangenti) , la degenerazione della società e la corruzioni  a tutti i livelli. La mancanza di istruzione e di formazione della cultura sociale, la mancanza di opportunità, generano un paese con finestre rotte, con tante finestre rotte e nessuno sembra disposto a ripararle.

La “teoria delle finestre rotte” è stata applicata per la prima volta alla metà degli anni ottanta nella metropolitana di New York City, che era divenuto il punto più pericoloso della città. Si cominciò combattendo le piccole trasgressioni: graffiti che deterioravano il posto, lo sporco dalle stazioni, ubriachezza tra il pubblico, evasione del pagamento del biglietto, piccoli furti e disturbi. I risultati sono stati evidenti: a partire della correzione delle piccole trasgressioni si è riusciti a fare della Metro un luogo sicuro.

Successivamente, nel 1994, Rudolph Giuliani, sindaco di New York, basandosi sulla teoria delle finestre rotte e l’esperienza della metropolitana, ha promosso una politica di tolleranza zero. La strategia era quella di creare comunità pulite ed ordinate, non permettendo violazioni alle leggi e agli standard della convivenza sociale e civile. Il risultato pratico è stato un enorme abbattimento di tutti i tassi di criminalità a New York City.

La frase “tolleranza zero” suona come una sorta di soluzione autoritaria e repressiva, ma il concetto principale è più prevenzione e promozione di condizioni sociali di sicurezza. Non è questione di  violenza ai trasgressori, né manifestazione di arroganza da parte della polizia. Infatti, anche in materia di abuso di autorità, dovrebbe valere la tolleranza zero. Non è tolleranza zero nei confronti della persona cher commette il reato, ma è tolleranza zero di fronte al reato stesso. L’idea è di creare delle comunità pulite, ordinate, rispettose della legge e delle regolei che sono alla base della convivenza  umana in modo civile e socialmente accettabile.

È bene di tornare a leggere questa teoria e di diffonderla .

La soluzione a questo problema io non c’è l’ho, caro lettore, ma io ho iniziato a riparare le finestre della mia casa, sto cercando di migliorare le abitudini alimentari della mia famiglia, ho chiesto a tutti i membri della famiglia di evitare di dire parolacce, sopratutto davanti ai nostri figli, inoltre abbiamo deciso di non mentire, di evitare persino le piccole bugie, perché non c’è nessuna piccole bugie,la bugia non è grande o piccola, UNA BUGIA è UNA BUGIA E BASTA

Abbiamo concordato di accettare le conseguenze delle nostre azioni con coraggio e responsabilità, ma soprattutto per dare una buona dose di educazione ai nostri figli.

Con questo ho la speranza di cominciare a cambiare in qualcosa che prima sbagliavo. Il mio sogno è che i miei ripetano tutto questo in modo che un domani i figli dei miei figli o i loro nipoti possano vedere un nuovo mondo, UN MONDO SENZA FINESTRE ROTTE.

Con il VOSTRO VOTO avete deciso di farvi bloccare lo stipendio da gente che, qualche anno dopo, vi racconta che lo aumenterà.

Come avverrà l’aumento? Con il VOSTRO TFR, insomma con i VOSTRI SOLDI… e scommetto che pensate pure di essere furbi

lavoratore e diritto

Ci stanno prendendo il nostro futuro,

saremo costretti ad una vecchiaia da mendicanti senza un TFR,

con una pensione da fame, per mantenere un sistema che ormai è crollato.
Bisogna pensare e ripensare al nostro futuro in modo diverso, magari rimettendoci in gioco, cercando alternative ad una società fatta di frettolosa rincorsa al PIL.

Siamo stanchi e stufi e bisogna ripartire da zero.

RIMETTIAMOCI IN GIOCO

Da oggi ho deciso di proseguire comunque sulla stada intrapresa contro tutto e tutti, avvertendo l’esigenza di sottolineare questa data perchè rappresenta un importante crocevia.
Ho visto come all’interno del MoVimento ci siano persone che non meritano considerazione alcuna e che, nonostante tentino in tutti i modi il sabotaggio per emergere, avranno vita molto difficile. Siete avvisati … la guerra è iniziata.
L’invidia è, secondo me, uno dei sette peccati capitali tra i più infimi, perverso e distruttivo dell’altro e del benessere altrui…..
Penso che la persona che prova invidia viva male la sua vita perché, l’essere invidiosi, implica avere a che fare anche con sentimenti come l’odio, la rabbia ed il rancore, che influenzano il proprio star bene.
Ma il malessere che può generare una persona invidiosa non è negativo solo per chi si nutre di questo sentimento ma diventa deleterio ed avvilente anche in quelle persone che, avendo raggiunto determinati risultati, meriterebbe venissero valorizzati e si trovano invece denigrati.
Non mi piace quando vedo chi cerca di destabilizzare degli equilibri mettendo in rilievo eventuali difetti o mancanze di un altro individuo (magari anche inesistenti), invece di evidenziare le risorse che ha in sé. … sul lavoro ho sempre cercato di girare alla larga da soggetti simili e nella vita di tutti i giorni pure…. quando capisco con chi ho a che fare giro alla larga (peccato che sono poco lungimirante ed ogni tanto non mi riesce).
a buon intenditor ….

Benvenuti rosiconi

Ho fatto un sogno bellissimo …
avevo una moglie stupenda …
una bellissima figlia …
tanti amici attorno a me …
Ho fatto un sogno bellissimo …
avevo dei colleghi gentili …
la mia squadra del cuore aveva vinto …
la mia macchina partiva al primo colpo …
Ho fatto un sogno bellissimo …
i miei genitori stavano bene …
mio fratello mi chiamava al telefono per sapere come va …
i miei suoceri erano gentilissimi …
Oh … cavolo … ma questo non e’ un sogno …
E’ la mia vita !!!

Perche’ guardi nel mio orto
e non ti preoccupi del tuo?
Forse sei invidiosa
della mia serenita’,
o vuoi un alibi per giustificare
gli insuccessi della tua esistenza,
aggrappandoti a false giustificazioni
e commiserando il tuo non essere?
La tua invidia ti distrugge
e non ti fa andare avanti.
Continui a brancolare nel buio
della tua meschina esistenza,
non ti accorgi di cio’che ti accade,
distratta come sei dai miei successi.
Io non sono come te,
non mi curo di cio’ che fai,
penso solo al mio orto,
curandolo e raccogliendo i frutti
che la vita mi offre.

Antonio Pierri