Voglio riportarvi quanto postato da un amico e che non posso  che condividere …

Non vado a cantar Paternostri e Avemarie dinanzi alla tomba di Maometto. Io non vado a fare pipì sui marmi delle loro moschee, non vado a fare la cacca ai piedi dei loro minareti. Quando mi trovo nei loro paesi (cosa dalla quale non traggo mai diletto) non dimentico mai d’ essere un’ ospite e una straniera. Sto attenta a non offenderli con abiti o gesti o comportamenti che per noi sono normali e per loro inammissibili. Li tratto con doveroso rispetto, doverosa cortesia, mi scuso se per sbadatezza o ignoranza infrango qualche loro regola o superstizione. (…) noi italiani non siamo nelle condizioni degli americani: mosaico di gruppi etnici e religiosi, guazzabuglio di mille culture, nel medesimo tempo aperti ad ogni invasione e capaci di respingerla. Sto dicendoti che, proprio perché è definita da molti secoli e molto precisa, la nostra identità culturale non può sopportare un’ ondata migratoria composta da persone che in un modo o nell’ altro vogliono cambiare il nostro sistema di vita. I nostri valori. Sto dicendoti che da noi non c’ è posto per i muezzin, per i minareti, per i falsi astemi, per il loro fottuto Medioevo, per il loro fottuto chador. E se ci fosse, non glielo darei. Perché equivarrebbe a buttar via Dante Alighieri, Leonardo da Vinci, Michelangelo, Raffaello, il Rinascimento, il Risorgimento, la libertà che ci siamo bene o male conquistati, la nostra Patria. Significherebbe regalargli l’ Italia. E io l’ Italia non gliela regalo.

da “La rabbia e l’orgoglio” di Oriana Fallaci

Non potete immaginare quanto mi manchino i preziosi consigli di mio padre.

Sarà perché, da piccoli, quando combinavamo qualche marachella, la minaccia materna del “stasera lo dico a papà” ci metteva sempre un’ansia terribile; sarà perché la società italiana è ancora legata a un’oramai passata tradizione della famiglia patriarcale. Fatto sta che i nostri papà sono sempre una via di mezzo tra una figura eroica e un grande saggio. La mamma è colei che, nel bene o nel male, ci supporterà sempre e avrà sempre una buona parola e una carezza per noi, mentre il papà è colui che ascolteremo con amore e devozione quando dovremo fare una scelta importante nella nostra vita.

Non è un caso, così, che molti importanti dirigenti di diverse società americane di successo abbiano nominato i loro padri tra le persone più importanti della loro carriera. Nessuna raccomandazione, semplicemente un dato di fatto: per tanti, il papà non è solo un genitore, ma un mentore. Non è così per tutti forse, ma per tanti sì. E in un bellissimo articolo, Business Insider ha raccolto i migliori consigli che alcune personalità imprenditoriali di successo hanno ricevuto dai loro padri. Ne esce un quadro fatto di concretezza e, soprattutto, saggezza.

Certo è che Tutti I Consigli Di Mio Padre Mi Hanno Reso Ciò Che Sono E Gli Schiaffi Di Mia Madre Mi Hanno Reso Un Uomo

E termino questo post con una poesia che …. non è di mio padre 🙂

Se mi tornassi questa sera accanto
lungo la via dove scende l’ombra
azzurra già che sembra primavera,
per dirti quanto è buio il mondo e come
ai nostri sogni in libertà s’accenda
di speranze di poveri di cielo
io troverei un pianto da bambino
e gli occhi aperti di sorriso, neri
neri come le rondini del mare.

Mi basterebbe che tu fossi vivo,
un uomo vivo col tuo cuore è un sogno.
Ora alla terra è un’ombra la memoria
della tua voce che diceva ai figli:
– Com’è bella notte e com’è buona
ad amarci così con l’aria in piena
fin dentro al sonno – Tu vedevi il mondo
nel plenilunio sporgere a quel cielo,
gli uomini incamminati verso l’alba.

di Alfonso Gatto

Un professore stava davanti alla sua classe di filosofia e aveva davanti a lui alcuni oggetti. Quando la lezione cominciò, senza dire una parola, prese un grosso barattolo di maionese vuoto e lo iniziò a riempire di palline da golf. Quindi egli chiese agli studenti se il barattolo fosse pieno. Essi hanno convenuto che lo era.
Allora il professore prese una scatola di sassolini, e li versò nel vaso.
Lo scosse leggermente. I ciottoli rotolarono negli spazi vuoti tra le palle da golf. Chiese di nuovo agli studenti se il barattolo fosse pieno. Essi dissero che lo era.
Il professore prese una scatola di sabbia e la versò dentro il vasetto. Naturalmente, la sabbia si sparse ovunque all’interno. Chiese ancora una volta se il barattolo fosse pieno. Gli studenti risposero con un unanime ‘si’. ‘
‘Ora’, disse il professore, ‘Voglio che vi rendiate conto che questo barattolo rappresenta la vita.
Le palle da golf sono le cose importanti ( la vostra famiglia, i vostri figli, la vostra salute, i vostri amici e le vostre passioni preferite ) e se tutto il resto andasse perduto e solo queste rimanessero, la vostra vita sarebbe ancora piena.
I sassolini sono le altre cose che contano, come il lavoro, la casa, la macchina.
La sabbia è tutto il resto: le piccole cose.
‘Se mettete la sabbia nel barattolo per prima,’ ha continuato, ‘non c’è spazio per i sassolini e per le palline da golf. Lo stesso vale per la vita.
Se utilizziamo tutto il nostro tempo ed energia per le piccole cose, non avrete mai spazio per le cose che sono importanti per voi.
Fai attenzione alle cose che sono cruciali per la tua felicità.
Trascorrere del tempo con i vostri bambini. Trascorrere del tempo con i tuoi genitori. Visita i nonni. Prendete il vostro coniuge a portatelo a cena fuori. Gioca un altro 18 anni. Ci sarà sempre tempo per pulire la casa e falciare il prato.
Prenditi cura delle palle da golf prima ( le cose che veramente contano ).
Stabilisci le tue priorità.
Il resto è solo sabbia.

Come saprete vivo ad Aprilia, città pensata, fondata e costruita dal Duce, molto squadrata e cresciuta a dismisura ed oggi profondamente in crisi … eppure ad Aprilia i costruttori continuano a costruire case che non vendono.

Ma passiamo a descrivere come “io” vivo questa realtà resa ancora più splendida dalla amministrazione di un uomo, Antonio Terra, sindaco della stessa.

Lui pensa alla salute di tutti e quindi, poichè ci vuole tanto bene, continua ad ammettere il proliferarsi sul territorio di ripetitori di telefonia, enormi monumenti che sorgono dappertutto e nei posti più disparati della nostra bella cittadina.

I disabili ? Meglio che rimangano segregati in casa perchè, ad Aprilia, le barriere architettoniche sono un fiore all’occhiello … Auto parcheggiate sui marciapiedi, marciapiedi rotti, posti auto per disabili occupati da auto non autorizzate, dossi che sembrano montagne, pista pedociclabile sui marciapiedi ancora sani.

E che dire dello sport ? In questa perla del “Lazio” si incentiva con l’uso obbligato della canoa dopo una pioggia, unico mezzo plausibile per recarsi a lavoro, e incentivazione all’uso della bicicletta con la messa in opera della prima pista ciclabile ad ostacoli del mondo.

Della sicurezza poi ? Centinaia di videocamere disseminate sul territorio a riprendere il nulla e vigili urbani seduti sulle loro comode poltrone da scrivania.

E la gestione dei rifiuti ? Aprilia si differenzia dalle altre realtà per la raccolta indifferenziata e, per non essere scortesi, accetta che l’immondizia di tutto il Lazio transiti e si fermi sul suo territorio.

Il tutto per il bene dei cittadini.

Grazie davvero sig. Sindaco

“L’uomo è irragionevole, illogico, egocentrico :
non importa, amalo.
Se fai il bene, diranno che lo fai per secondi fini egoistici :
non importa, fa il bene.
Se realizzi i tuoi obiettivi, incontrerai chi ti ostacola :
non importa, realizzali.
Il bene che fai forse domani verrà dimenticato :
non importa, fa il bene.
L’onestà e la sincerità ti rendono vulnerabile :
non importa, sii onesto e sincero.
Quello che hai costruito può essere distrutto :
non importa, costruisci.
La gente che hai aiutato, forse non te ne sarà grata :
non importa, aiutala.
Dà al mondo il meglio di te, e forse sarai preso a pedate :
non importa, dà il meglio di te”.

Vi racconto una storia davvero accaduta :

Una donna bianca, di circa 50 anni, prende posto in classe economica di fianco ad un nero.
Visibilmente turbata, chiama la hostess.
“Che problema ha signora?” chiede l’hostess.
“Ma non lo vede?” risponde la signora, “mi avete messo a fianco di un nero! Non sopporto di rimanere qui. Assegnatemi un altro posto”.
“Per favore, si calmi” dice l’hostess “Perchè tutti i posti sono occupati. Vado a vedere se ce n’è uno disponibile”.
L’hostess si allontana e ritorna qualche minuto più tardi.
“Signora, come pensavo, non c’è nessun altro posto libero in classe economica. Ho parlato col comandante e mi ha confermato che non c’è nessun posto, neanche in classe executive. C’è rimasto libero soltanto un posto in prima classe.”
Prima che la donna avesse modo di commentare la cosa, l’hostess continua: “Vede, e’ insolito per la nostra compagnia permettere a una persona con biglietto di classe economica di sedersi in prima classe. Ma, viste le circostanze, il comandante pensa che sarebbe scandaloso obbligare qualcuno a sedersi a fianco di una persona sgradevole”.
E, rivolgendosi al nero, l’hostess prosegue: “Quindi, signore, se lo desidera, prenda il suo bagaglio a mano che un posto in prima classe la attende…”
E tutti i passeggeri vicini che, allibiti, avevano assistito alla scenata della signora, si sono alzati applaudendo.

Questa si che è una storia a lieto fine !!!!

Molti mi contestano che i grillini, quelli che fanno attivismo sul territorio, siano pochi …. Forse sara’ vero ma credo che essere un grillino oggi sia davvero un vero sacrificio. Viviamo in una societa’ dove i personalismi la fanno da padrona, dove l’apparenza vince sulla sostanza, dove e’ meglio saper dire che saper fare. In una societa’ cosi’ bacata e’ chiaro che una filosofia di vita come quella dei grillini sia vista come un problema serio. Pensate un po’ ad una Italia dove tutti rispettano le leggi, fanno il loro dovere, pagano le tasse, insomma in cui legalita’ e ordine si sostituiscono alla illegalita’ e al caos ….. SVEGLIATEMI !!!!

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Cos’è la politica ?

Papà, devo fare un lavoro per scuola… posso farti una domanda ?
Certamente figlio mio, qual è la domanda ?
Cos’è la politica, papà ?
Bene… la politica coinvolge il Popolo, il Governo, il Potere economico, la Classe lavoratrice e il Futuro del Paese.
Non ho capito papà, puoi spiegarmi ?
Bene, ti faccio un esempio con la nostra casa:
Io sono quello che guadagna i soldi per la nostra casa, quindi io sono il Potere Economico.
Tua madre amministra e spende questi soldi, quindi lei è il Governo.
Siccome io e tua madre provvediamo alle tue necessità tu sei il Popolo.
Il tuo fratellino è il Futuro del Paese.
Maria, la baby-sitter del tuo fratellino è la Classe Lavoratrice.
Hai capito, figlio mio ?
Più o meno, papà… ci devo pensare.
La notte seguente, il ragazzino, svegliato dal pianto del fratellino, andò a vedere cosa stava succedendo…
Scoprì che il fratellino piangeva perché “l’aveva fatta” aveva riempito il pannolino e si era sporcato dappertutto.
Allora si recò nella camera dei genitori e vide sua madre che stava dormendo profondamente.
Andò nella stanza della baby-sitter e vide, attraverso la porta appena incostata, suo padre che faceva sesso con lei.
Siccome i due non si accorgevano che lui stava battendo alla porta cercando di farsi sentire, sconsolato e rassegnato tornò nella sua camera a dormire.
La mattina seguente, durante la colazione, disse al padre:
Papà, ora credo di aver capito cos’è la politica…
Ottimo figlio mio, allora dimmi con parole tue.
Bene papà, credo che sia così:
Nel momento in cui il potere economico si fotte la classe lavoratrice il governo dorme profondamente, il popolo è completamente ignorato e il futuro del paese è completamente nella merda !!!

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Stipendio devoluto in beneficenza, casa senza pretese, tre trattori, due vecchi Maggiolini Volkswagen per un patrimonio condiviso con la compagna di 200 mila dollari. L’esempio del presidente dell’Uruguay José Mujica.

 

New York – L’onestà, quella vera, ormai fa sempre più notizia, rendendo straordinario ciò che dovrebbe esser ordinario. Ha fatto il giro del pianeta la storia di José Mujica, il Presidente dell’Uruguay che vive in maniera modesta a dispetto della sua carica politica, ottenuta nel 2009 ma che non ha influito sul suo stile di vita.

In un mondo politico (non solo dentro i nostri confini, dove però il male è accentuato) pieno di scandali, corruzione e stipendi da capogiro colpisce la piccola fattoria alle porte di Montevideo dove Mujica vive con la moglie, raggiunta dalle telecamere della BBC World. Una casa senza pretese, tre trattori, due Maggiolini Volkswagen degli anni Ottanta, per un patrimonio, condiviso con la compagna di vita (senatrice), dichiarato in 200 mila dollari statunitensi.

Non che l’Uruguay paghi una miseria i propri rappresentanti, certo; semplicemente i circa 10 mila euro al mese che percepisce il Presidente li dona quasi totalmente in beneficenza o per aiutare gli indigenti dei villaggi attorno alla capitale, tenendo per sé poco più di 800 euro .

Ma a chi lo definisce “povero” lui risponde con naturalezza: «Io non sono povero, ho tutto quello che mi serve, non ho bisogno di circondarmi di beni costosi, l’essere presidente non mi ha cambiato. Per me avere poco è sinonimo di libertà, di non essere schiavo delle cose e dedicarsi al lavoro e a fare quello che fa sentire bene, come stare in mezzo alla natura». Un predicatore del XXI secolo, che non usa social network né posta elettronica, e possiede un cellulare ormai da collezionismo. Niente scorta, nessuna auto blu, e il palazzo presidenziale reso dimora per i senzatetto. Roba dell’altro mondo.

Eppure Mujica, 77 anni, fa politica da decenni, da quando con il nome di battaglia “Pepe” militava nel Movimento di Liberazione Nazionale Tupamaros, formazione di estrema sinistra nata alla fine degli anni Sessanta e ispirata alla rivoluzione cubana. Per l’Uruguay i Settanta furono anni difficili, segnati anche da azioni di guerriglia dei Tupamaros, apertamente contro i governi in carica. Famose le rapine in banca seguite da distribuzione di cibo e soldi ai poveri di Montevideo. Arrestato e fuggito dal carcere più volte, Mujica passò complessivamente 14 anni in galera, molti dei quali in isolamento e subendo torture: «Quegli anni di solitudine mi hanno insegnato molto – ha dichiarato – sono stato sette anni senza poter leggere un libro, ho dovuto pensare e farmi forza per non impazzire». È già più comprensibile, allora, come al Presidente bastino due stanze e un orto da coltivare per essere sereno.

Libero nel 1985 dopo un’amnistia, Mujica ha continuato la carriera come deputato prima, e come ministro dell’Agricoltura poi. Eletto presidente tre anni fa con il 53 per cento dei voti, il capo di Stato uruguaiano sta facendo i conti con un’opposizione sempre più agguerrita, che gli contesta i mancati progressi nell’istruzione e nelle politiche sociali, nonostante il popolo di Uruguay si sia arricchito notevolmente negli ultimi anni.

L’aumento vertiginoso dei beni di consumo nelle case cozza indubbiamente con lo stile di vita di Mujica, e i suoi detrattori lo fanno notare sempre più spesso. Ma i motivi di scontro riguardano anche i provvedimenti presi o pensati finora dal Presidente, come la legge che consente l’aborto fino alla dodicesima settimana o la proposta di legalizzare la cannabis e permetterne la produzione e la vendita.

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Recepiamo un articolo del Blog del comitatopertaranto

Via libera al decreto salva-Ilva «blindati» gli altoforni per un anno

Accesso al credito facilitato e ristrutturazione dei debiti, ma anche cautele al sequestro giudiziario delle imprese come l’Ilva: sono i punti chiave del decreto legge su cui il governo ha incassato la fiducia e su cui questa mattina arriverà il voto finale. Ecco le principali novità del provvedimento. Tra le novità del provvedimento una è applicabile al caso-Taranto.Si afferma, infatti, che per le aziende di interesse strategico nazionale, come ad esempio l’Ilva di Taranto, il sequestro giudiziario relativo a ipotesi di reato riguardanti la sicurezza dei lavoratori non può impedire l’esercizio dell’attività di impresa.
Gli stabilimenti, però, potranno continuare a funzionare per non più di un anno dal sequestro e solo se entro 30 giorni sarà predisposto un piano di tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro.
«Non stiamo cercando di salvare un’azienda decotta ma un’azienda che può essere efficiente, creare ricchezza e mantenere occupazione». Lo ha detto Piero Gnudi, commissario straordinario dell’Ilva, nel corso dell’audizione in commissione Ambiente della Camera. «Sarebbe un impoverimento del nostro sistema industriale se questo nostro sforzo non dovesse avere successo – ha aggiunto Gnudi- quando abbiamo chiesto la commissione straordinaria abbiamo fatto un piano industriale per i prossimi cinque anni, quest’anno si perde, ma abbiamo dovuto chiudere il forno cinque, ora è chiuso il forno due, una volta messi apposto questi problemi torneremo in piena attività, con una liquidità consistente a partire dal 2017».
Il Consiglio Generale di Confindustria «ha espresso unanime preoccupazione» per la vicenda Ilva che, sottolinea l’associazione degli industriali rischia di assumere contorni drammatici, in primo luogo per le conseguenze sui livelli occupazionali ma anche per la strategicità che riveste nel nostro paese la produzione di acciaio, asset fondamentale». Come «sostegno all’impresa e al territorio tarantino è stato deciso che la prossima riunione del Consiglio Generale di settembre si svolgerà a Taranto».
«Nella riunione di ieri mattina – spiega una nota di via dell’Astronomia – il Consiglio Generale di Confindustria ha posto al centro del dibattito la vicenda Ilva, con particolare riferimento all’ipotesi di chiusura del secondo altoforno, oggetto in questi giorni di scelte che potrebbero determinare definitivamente le sorti dell’impresa».
«Il risanamento ambientale e il futuro produttivo dell’Ilva sono legati in modo inscindibile uno con l’altro. Per il Parlamento la vicenda dell’acciaieria di Taranto è centrale e continuerà ad essere seguita con grande attenzione, al di là dei provvedimenti in esame”. Così il presidente della commissione Ambiente alla Camera Ermete Realacci a proposito dell’audizione dei commissari straordinari dell’Ilva Piero Gnudi, Corrado Carrubba ed Enrico Laghi.
«Sono oggetto di costante attenzione non solo il piano industriale, ma anche le misure di bonifica e risanamento ambientale dell’impianto – continua Realacci – misure fondamentali per garantire ambiente e salute di lavoratori e cittadini. I provvedimenti sull’Ilva votati in Parlamento impongono siano realizzate entro il 31 luglio l’80% delle prescrizioni Aia e garantiscono che tutti i fondi sequestrati ai Riva siano destinati al risanamento ambientale e sanitario – osserva – condizione imprescindibile per dare una prospettiva all’impianto».
La condizione: entro 30 giorni predisposto un piano di tutela della sicurezza sui luoghi di lavoro. (GdM)