L’Italia che domani subirà un nuovo sopruso targato ITALICUM, mi ricorda la storia della piccola Cenerentola violentata dalla matrigna e costretta a vivere in una mansarda piena di topi.

E’ davvero molto triste osservare come il pifferaio magico Matteo incanti con il suo bel dire ed apparire i tanti fessi del villaggio che lo seguono senza capire. “Matteo ci salverà, ci porterà fuori dalla crisi, urlavano i poveri illusi che si erano affidati allo scafista di Firenze venuto tra noi per condurci a sbattere violentemente contro un muro”

E lui, con un ricatto chiamato elezioni anticipate, e invocando la fiducia su un provvedimento che è contro la legge, ci vuole far passare per giusto ciò che sta facendo. Voto di fiducia e scrutinio segreto su un provvedimento, l’italicum, che doveva cambiare radicalmente il modo di eleggere i rappresentanti ma che alla fine della fiera tanto somiglia alla vecchia legge elettorale. La cosa che più mi infastidisce è che tanti fessi che dicevano che volevano il voto di preferenza ora accettano questo schifo di legge elettorale che ancora lascia le decisioni sui nomi dei nostri rappresentanti alle segreterie dei partiti. Povera democrazia, violentata e stuprata da questi delinquenti in giacca e cravatta, e sopratutto povera Italia, sempre più cenerentola e in attesa del principe azzurro che la salvi.

Cambiare si potrebbe ma siamo un popolo di fessi che ci meritiamo di vivere male e peggio e far campare un manipolo di bastardi corrotti in giacca e cravatta.

Ma verrà baffone , verrà anche se papà mi diceva sempre che chi vive di speranza, crepa disperato

 

Della famiglia, quella cristiana, parliamo con Monsignor Massimo Giustetti, vescovo emerito di Biella. Eccellenza, che cosa dire della famiglia? “la famiglia, quella che proclama la Chiesa cattolica, è la vera famiglia voluta e istituita da Dio. Dio ha voluto la famiglia fondata sulla unione sacramentale e non libera di un uomo e una donna per il loro bene e per la stessa salvaguardia del creato e la generazione di vite”. Dunque ogni altro tipo di unione (convivenza, famiglia allargata e simili), è incompatibile con l’idea della famiglia cristiana: “certamente. Iniziamo col dire che la convivenza è una gravissima forma di immoralità e di vita impropria in quanto si basa sul provvisorio e non sul definitivo. La sola fonte ammessa, è il matrimonio cattolico, il resto sono unioni e specie minori. Dobbiamo poi considerare un altro aspetto che è quello della indissolubilità del matrimonio. Nessuna mano umana è autorizzata a sciogliere quello che Dio nel sacramento ha unito. Nelle convivenze, al contrario, si va avanti secondo la precarietà, la irresponsabilità, la logica perversa dell’oggi mi vai, domani no”.

Insomma, non al divorzio:

“il divorzio è un attentato alla sacralità della famiglia, una scelta di falsa libertà, mal usata e offensiva per Dio. Ma penso a tante altre scelte illecite e contrarie alla legge di Dio, l’aborto. Si tratta, sempre e comunque, di un omicidio di una creatura indifesa e la vita nella sua sacralità merita sempre rispetto, ecco perché bisogna riconsiderare la stessa legge 194 e forse pensare ad una abrogazione”.

 

Giustetti era “Un buon pastore vicino alla gente” e queste sue parole sopravvivono alla sua ingiusta morte

 

FONTE

L’amore al tempo della sindrome di Down.

Con il loro sorriso, la voglia di vivere e di superare le difficoltà del loro handicap, questi ragazzi cercano quello che cerchiamo tutti: essere felici.

Saverio Tommasi li ha incontrati per raccontare le loro storie.

Se cercate “sindrome di Down” su wikipedia vedrete a lato la foto di un bambino e la scritta: “tipico aspetto di un bambino affetto da sindrome di Down”. La dicitura che accompagna la scritta si riferisce ad alcune caratteristiche somatiche come gli occhi allungati o le dita delle mani più tozze, e sono queste caratteristiche somatiche che formano la base per il pregiudizio e la discriminazione.
Eppure oggi un ragazzo (o una ragazza) con la sindrome di Down ha la possibilità di costruirsi una vita felice, arrivando in certi casi anche alla possibilità di un’indipendenza totale, in ogni caso con la possibilità di lavorare, di fare sport, di interagire socialmente con gli altri, di costruirsi una vita affettiva e in una sola parola di essere felice.
E’ con questo scopo che dal 1979, a Firenze, lavora Trisomia 21, un’associazione che offre incontri e percorsi per tutte le fasce di età, dai piccoli agli adulti. E io ho deciso di incontrare alcuni di questi ragazzi accompagnandoli nelle loro attività e strizzando un occhio alla sfera dell’amore.
Buona visione.

Lamore_al_tempo_della_sindrome_di_Down_HomeCinema