Ho letto con molto interesse alcuni articoli di testate giornalistiche online di Aprilia che hanno intervistato un “personaggio” tal Gianluca Brilli. FONTE

Ora, senza entrare nel dettaglio, mi spaventa tanto l’enfasi che si vuole dare all’importanza che alcuni “generosi” concittadini abbiano pensato di unirsi in una cordata da 12 Milioni di Euro per costruire ed avviare sul nostro territorio una centrale a biometano che porterà tanto benessere al nostro territorio …

CAZZATE

Non vorrei insinuare che questo sia un articolo pagato dalla lobby del biogas … però a pensar male talvolta ci si becca …..

Come è facile capire qualcuno quì ci marcia sulla NOSTRA SALUTE ed è dato di fatto che ad APRILIA si facciano affari solo con comparto CHIMICO-FARMACEUTICO e CICLO-RIFIUTI che nessuno vuole ma che in questa TERRA di nessuno trovano ampio spazio di coltivazione …. E’ UNA VERA SCHIFEZZA !!!!

 

Cito uno dei tanti commenti a tal proposito presenti in rete

Non fatevi incantare dalle sirene dei biogasisti. Il biogas é poco conveniente, infatti va avanti grazie ai super-incentivi del governo. Il letame non produce quasi nulla di metano, in quanto il biogas ha solo una percentuale di metano. Quindi bisogna produrre mais. E’ immorale in quanto sottrae terre per alimenti per produrre quasi niente di energia. Gli impianti a biogas possono produrre botulismo negli animali e nell’uomo. Per il principio di precauzione le zone di produzione del parmiggiano reggiano sono state esentate dall’avere impianti a biogas perché la il numero di clostridi (batteri che nei digestori producono anche il botulino) sale rispetto al numero presente in ingresso ai digestori. Sono inoltre piú inquinanti di altre fonti, come il solare e l’eolico, in quanto bisogna portare con i camion le migliaia di tonnellate di insilati di mais. Sono energeticamente in deficit, prendono molto di piú di quello che danno, con una resa energetica che é bassissima, se non adirittura negativa! Se non ben controllati possono immettere in atmosfera quantitá di gas serra che sono molto piú alti di una normale centrale a olio combustibile. ANDATE A STUDIARE!
….. come fertilizzante, ma l’unica cosa che si puó fertilizzare sono proprio le terre per produrre il mais da far marcire, in quanto quello che esce dai digestori contiene spore di botulino e per esempio in Svezia é vietato usare quella schifezza nelle zone di pascolo.

FONTE

E questo intervento ( pensate vecchio di tre anni ) ha una palese e chiara conferma :

È stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 268 dello scorso 18 novembre il Decreto del Ministero dello Sviluppo economico inerente alle variazioni degli incentivi alle energie rinnovabili che beneficiano degli incentivi sotto forma di certificati verdi, tariffe omnicomprensive o tariffe premio. Diventa pertanto operativa la rimodulazione della tariffa anche per ciò che riguarda la produzione di energia elettrica da fonti alternative diverse dal fotovoltaico. Per una panoramica delle informazioni generali leggi l’articolo Spalma incentivi: il provvedimento sulle rinnovabili è in Gazzetta.Particolare interesse riveste a tal riguardo la rimodulazione della tariffa inerente agli impianti di produzione di energia da biogas: ecco i punti più importanti interessati dalla nuova disciplina.La riduzione degli incentivi non è obbligatoria: i titolari degli impianti non sono infatti tenuti ad aderire alle nuove forme incentivanti. In tale direzione, tuttavia, la mancata adesione conduce alla rilevante penalizzazione consistente nella perdita di qualsiasi tipologia di regime incentivante per ciò che riguarda gli impianti realizzati nello stesso sito in cui si trova l’attuale impianto. Questo blocco avrà effetto per un periodo di 10 anni decorrenti dal termine dell’attuale regime.La rimodulazione viene esclusa per gli impianti il cui diritto agli incentivi termina entro la fine di quest’anno, oppure entro il 31 dicembre 2016 per gli impianti a biomasse e biogas di potenza non superiore ad un megawatt ed anche per quelli che rientrano nella normativa della più recente incentivazione di cui al Decreto ministeriale 6 luglio 2012.Il Decreto si applica nei confronti degli impianti che beneficiano dei certificati verdi e di quelli con tariffa omnicomprensiva con esclusione della tariffa incentivante degli impianti fotovoltaici (quest’ultima è infatti già regolata dai decreti 16 e 17 ottobre 2014).A questo riguardo non va dimenticato che la realizzazione e la pianificazione della filiera del biogas per la produzione di energia elettrica, termica o di biocarburante come il metano, grazie anche al sostegno delle politiche europee, è oggi di grande interesse e può favorire a tutti gli effetti lo sviluppo di nuovi settori produttivi. Al fine di approfondire questo tema Maggioli Editore ha appena pubblicato il volume Energia da biogas: il libro, che per sottotitolo reca “Biometano ed energia da biomasse agro-industriali e da rifiuti” è stato scritto a quattro mani da Silvana Castelli de Sannazzaro e Samuele Segato, due rilevanti esperti in materia. L’obiettivo del volume è quello di fornire gli strumenti per ottenere un’ elevata efficienza di conversione energetica garante della sostenibilità economica dell’investimento.Il nuovo incentivo viene determinato secondo le modalità contenute nell’allegato 1 al Decreto ministeriale sopracitato, attraverso una formula matematica che tiene conto di alcune variabili consistenti nella durata dell’attuale periodo di incentivazione. Esso viene è riconosciuto a decorrere dal primo giorno del mese successivo a quello di esercizio della opzione e compete per l’intero periodo residuo e per i successivi 7 anni.L’opzione relativa all’estensione del periodo di incentivazione di 7 anni, dovrà essere trasmessa al Gse (Gestore servizi energetici) entro novanta giorni alla entrata in vigore del decreto e quindi entro il 17 febbraio 2015. Le modalità di tale azione non sono ancora state stabilite: provvederà il Gse entro il prossimo 18 dicembre.

FONTE

centrale-a-biogas

 

platone

Eccovi un interessante articolo di Umberto Galimberti (La Stampa, 27 aprile 2007): la politica oggi non è più il luogo della decisione perchè per decidere occorre guardare alla economia e alla tecnica, capovolgendo, così, il rapporto teorizzato da Platone che poneva, invece, la politica sopra ogni altra cosa …

La politica è stata sostanzialmente inventata da Platone ed è quindi una cosa tutto sommato recente. Prima della politica c’era la tirannide. E oggi, come dice Giacomo Marramao in Dopo il Leviatano (Bollati Boringhieri, 2000), la politica sembra un sovrano spodestato, utile solo per le rappresentazioni, per la raccolta e l’organizzazione delle affettività, delle identità, delle appartenenze, ma non è più il luogo della decisione. Perché la politica per decidere deve guardare all’economia e l’economia, a sua volta, per decidere i suoi investimenti guarda alle disponibilità e alle risorse tecniche.

Quando si sostiene che potremo difenderci dai cinesi solo migliorando la nostra tecnologia e dunque investendo nella ricerca, è come se si riconoscesse il primato della tecnica sull’economia, a sua volta fondato sul primato dell’economia sulla politica. La politica diventa quindi una rappresentazione della decisione, non più il luogo della decisione. Ciò è molto pericoloso perché, come ci ricorda Platone, le tecniche sanno come si devono fare le cose ma non sanno se devono essere fatte e perché devono essere fatte. Di qui la necessità, sempre per Platone, di quella «tecnica regia (basilikè téchne)», che è la politica capace di assegnare alle tecniche le finalità delle loro procedure. Oggi il rapporto tra tecnica e politica, che per Platone doveva sovrintendere le tecniche, si è completamente capovolto.

Non solo. La tecnica sovverte anche la struttura del potere che, nell’età pretecnologica, poteva essere rappresentata da una specie di triangolo. Al vertice c’era il momento decisionale – l’arbitrio del sovrano, la legge, il potere – alla base l’ubbidienza o la trasgressione, la legittimità o la illegittimità, i cittadini o i sudditi.

Oggi la tecnica non permette più una rappresentazione del potere di questo tipo. La tecnica dà potere a tutti coloro che operano in un apparato. Per cui, ad esempio, bastano dieci controllori di volo per fermare tutto l’apparato della navigazione aerea, quando uno sciopero tradizionale, per avere successo, doveva coinvolgere l’80-90% di tutti i lavoratori di un certo settore.

Siamo quindi di fronte a un potere nuovo, perché la tecnica prevede una coordinazione dei suoi sub-apparati, affinché tutto possa funzionare con una regolarità e una coordinazione assolute. Basta infatti l’interruzione di un piccolo segmento perché si blocchi tutto l’apparato. In questo modo la tecnica conferisce potere a tutti coloro che operano nell’apparato, un potere che gli americani hanno ben identificato nella denominazione no making power, il potere di non fare.

A questo punto, invocare politici decisionisti – come era in voga in Italia all’epoca di Craxi e, in qualche modo, ancora oggi – nell’età della tecnica è quanto di meno efficace possa esistere, perché, se basta una piccola astensione per bloccare tutto l’apparato, il lavoro del politico dovrà essere di grande mediazione, più che di decisione. La decisione non è compatibile con la funzionalità della tecnica.

Inoltre la tecnica potrebbe determinare la fine della democrazia (il condizionale è motivato dal fatto che siamo tutti innamorati della democrazia, ma in realtà si potrebbe anche dire che essa è già venuta meno). La tecnica, infatti, ci mette di fronte a problemi sui quali siamo chiamati a pronunciarci senza alcuna competenza. Basti pensare al referendum sulla fecondazione assistita, o al dibattito sulle centrali nucleari, o a quello sugli organismi geneticamente modificati. In tutti questi casi si possono giudicare con competenza i termini dei problemi solo se si è rispettivamente un medico, un fisico nucleare, un biologo molecolare o un genetista. Le persone prive di queste specifiche qualifiche prenderanno posizione su basi «irrazionali», quali sono l’appartenenza ideologica a un partito, la fascinazione per chi è maggiormente persuasivo in televisione, la simpatia per un politico.

Platone avrebbe definito questo sistema – che oggi potremmo chiamare telecrazia – in termini di retorica o sofistica. Che cos’era la retorica all’epoca di Platone? Dei 35 dialoghi che il filosofo ateniese ci ha lasciato, una decina sono indirizzati contro i retori e i sofisti, cioè contro coloro che ottengono il consenso non con argomenti razionali, insegnando come vanno le cose, distribuendo competenza, argomentando le loro tesi, ma sulla base della mozione degli affetti, della sofisticazione dei paralogismi, dell’appello all’autorità, della persuasione emotiva.

Secondo Platone costoro devono essere espulsi dalla città perché non può nascere un sistema democratico finché ci sono tali mistificatori del linguaggio e del consenso. Quando diciamo che la telecrazia rischia di cancellare la democrazia, riproponiamo il problema sollevato da Platone a proposito della retorica e della democrazia. Noi oggi ci troviamo nella stessa situazione, perché la tecnica mette sul tavolo problemi che richiedono una competenza di gran lunga maggiore di quella di cui disponiamo.
Riferimenti: La Stampa

Tanta acqua è passata sotto i ponti da quando 6 mesi fa abbiamo incominciato l’avventura del nostro BLOG di satira e contro-informazione e opinione “I ROSICONI”.

Fra satira e bugie abbiamo raccontato le nostre verità, a volte fastidiose, a volte troppo dirette, ma quasi sempre efficaci.

Fra le varie inchieste ricordiamo

MA A CHE SERVE IL MONNEZZA TOUR ?

Monnezza Tour … FLIP … FLAP o …. FLOP ?

Essere carne oppure essere pesce …. Questo è il dilemma

Vi prego sfiduciatemi !!!!

23 Gennaio 2015 …. è morta la democrazia

Mi aspetto GIUSTIZIA 

Storia di un consigliere comunale a 4 stelle e 1/2

100 articoli e 5000 post pubblicati in 6 mesi sono un buon risultato per un blog che fa della satira la sua forza.

Se vi abbiamo in qualche modo offeso con i nostri modi a volte brutali ce ne scusiamo ma …. il fine giustifica i mezzi e il nostro ( fine ) è stato raggiunto !!! Abbiamo fatto rosicare i cattivi, abbiamo fatto riflettere gli onesti, abbiamo ricevuto minacce e offese ma, sopratutto, abbiamo trascorso 6 Mesi fantastici con tutti voi ….

GRAZIE

Lo avevamo previsto ….Non voglio esprimere un giudizio ma credo che la decisione del Comitato di appello sia giusta e sensata. Ora credo che il meetup 256 di Latina debba subire analoga sorte perchè ha spalleggiato questa persona difendendola fino all’inverosimile.

Mi aspetto GIUSTIZIA

COMITATO DI APPELLO
Il Comitato di Appello, costituito come da regolamento del Movimento 5 Stelle in data 24 dicembre 2014 e composto dai signori Lombardi Roberta, Cancelleri Giovanni Carlo detto Giancarlo e Crimi Vito Claudio, ha ricevuto reclamo dal sig. Iannuzzi Cristian avverso la sua espulsione attraverso mail a indirizzi privati o comunque riconducibili ad attività personali, seppur pubbliche.
Rileva quindi che il reclamo del sig. Iannuzzi non risulta essere pervenuto nei
modi e nei termini previsti dal regolamento, pur tuttavia in considerazione della particolarità del caso, status di parlamentare ed esclusione avvenuta nelle more della costituzione del Comitato lo stesso ha ritenuto di esaminare ugualmente il reclamo anche al fine di definire, in via generale, i casi di espulsione dal gruppo parlamentare.
Il Comitato d’Appello non si occupa in nessun modo di esclusioni per qualunque ragione dal gruppo parlamentare, consiliare regionale o comunale. Il regolamento infatti in nessun articolo che lo costituisce delega il Comitato su questo aspetto, andando invece ad impegnare gli scriventi sul tema delle esclusioni o espulsioni solo riguardo agli iscritti al movimento, siano essi eletti o meno.
Pertanto, in considerazione della richiesta di reintegro al gruppo parlamentare Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati, per tutto ciò premesso questo Comitato non è demandato ad esprimersi.
Questo Comitato è chiamato invece ad esprimersi sul ricorso che il sig. Iannuzzi presenta rispetto all’esclusione dal portale del “Movimento 5 Stelle”.
In questo caso, considerate le dimissioni da deputato della Repubblica presentate dal ricorrente in data 22 dicembre 2014 e considerata la nota che in data 9 gennaio 2015 il Presidente del gruppo Parlamentare M5S Alessio Villarosa inoltra alla Presidente della Camera Laura Boldrini con la quale comunica che il sig. Cristian Iannuzzi non fa più parte del gruppo parlamentare M5S, ci sembra ovvio, nonché opportuno, che lo stesso venga privato della possibilità di accesso al portale del movimento come giusta conse guenza della sua azione.
E’ infatti il caso di far notare che il ricorrente dimettendosi dalla carica elettiva di deputato ha dichiarato, nella sua stessa comunicazione alla Presidente della Camera Laura Boldrini, un concetto fortemente esplicativo del suo intento:
“Ritengo dunque che il progetto originario al quale avevo aderito, nel quale ho
fermamente creduto e per il quale ho dedicato diversi anni della mia vita, abbia preso una direzione che non voglio in alcun modo legittimare”.
(audio disponile al minuto 4:32:49 del seguente link
http://www.radioradicale.it/scheda/430857)
Alla luce di queste considerazioni possiamo ritenere senza dubbio alcuno che il sig. Iannuzzi non condivide in nessun modo l’agire politico del M5S, addirittura non lo vuole in alcun modo legittimare, dichiarazione che di per se è una chiara presa di posizione che esprime una volontà precisa di non voler più partecipare alla vita né politica né associativa del movimento stesso.
Per tali motivi, il Comitato, respinge il reclamo.
Roma, 21 febbraio 2015
Comitato di Appello
Giancarlo Cancelleri
Roberta Lombardi
Vito Crimi

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Dal profilo del nostro protavoce Barillari leggiamo quanto segue

Ecco il documento finale di sintesi delle problematiche e delle ipotesi di soluzione che sono state prospettate dagli intervenuti alla riunione del tavolo tecnico regionale del 09/02/2015 organizzato dal MoVimento 5 Stelle e dedicato all’emergenza #ProntoSoccorso

Disponibile a questo link: http://goo.gl/msYZWv

La risoluzione ha portato all’attenzione del Presidente e Commissario ad acta Zingaretti le proposte, a costo zero, per risolvere l’emergenza dei Pronto Soccorso targate MoVimento 5 Stelle ….

Importanti i risultati ottenuti con l’approvazione della risoluzione votata all’unanimità da tutto il consiglio. Recepiti buona parte dei punti strategici del M5S x soluzioni emergenza ps lazio.

Bisogna però continuare a lavorare sui territori con tavoli specifici provinciali per affrontare le emergenze ( che non sono poche ) di tutto il comparto.

Bravo Davide e bravi tutti per questo ulteriore importante tassello aggiunto alla tela del buon governo targato a 5 Stelle

 

FONTE riportiamo un articolo di Andrea Tornago tratto da toxicleaks.org

Le telefonate dei signori dei rifiuti: auto di lusso, castelli da sistemare, appartamenti. Lontano dall’odore della discarica di Borgo Montello,  i manager di Green Holding parlano del castello di Brignano Gera d’Adda (Bergamo), auto sportive e progetti di “impiantini” vicino all’Ilva di Taranto. Le intercettazioni inedite dell’inchiesta “Evergreen”

I soldi che servivano per la bonifica e la post-gestione della discarica sparivano in Lussemburgo. E finivano in auto di lusso, appartamenti e persino un castello da ristrutturare. Dopo gli arresti ordinati giovedì dalla Procura di Latina nei confronti di sei manager del gruppo Green Holding, colosso lombardo dello smaltimento rifiuti, accusati di peculato per aver sottratto 34 milioni di eurodestinati alle bonifiche della discarica Indeco di Borgo Montello, dalle intercettazioni dell’inchiesta della squadra mobile di Latina emergono gli interessi dei “signori dei rifiuti”. I manager di Green Holding – tra cui Andrea Grossi, figlio di Giuseppe, il “re delle bonifiche” lombardo coinvolto nell’affare Montecity-Santa Giulia – parlano di appartamenti, ristrutturazioni al castello di Brignano Gera d’Adda a Bergamo acquistato dalla holding di Segrate, auto sportive da 450mila euro da immatricolare in Polonia e progetti di “impiantini” da realizzare di fronte all’Ilva di Taranto.

In esclusiva ecco le intercettazioni dell’inchiesta “Evergreen” della Procura di Latina sui 34 milioni spariti in Lussemburgo.

LA LAMBORGHINI CON TARGA POLACCA E IL “CASTELLO”

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Parlano Andrea Grossi, patron di Green Holding e figlio di Giuseppe, e Vincenzo Cimini, amministratore del gruppo. Il giudice annota che “in altre conversazioni Andrea Grossi riferiva che stava provando un’autovettura sportiva da 450mila euro, paragonabile alla Lamborghini”. Inoltre, la Green Holding è “proprietaria di un castello a Brignano Gera d’Adda in provincia di Bergamo, acquistato da Giuseppe Grossi padre di Andrea”.

Telefonata del 20 giugno 2014:

Andrea Grossi: Va bene, va bene, buono, buono, buono...no ma quei soldi lì quella macchina lì non li vale mica! Adesso, sarà quello che vuoi ma è...è...
Vincenzo Cimini: Loro han detto, infatti gli ho detto: cazzo, invece...no perché questa c’ha la...come si dice la nuova scocca, anche la piattaforma, come si chiama...il pianale
Andrea Grossi: Mhm...ho capito! Boh non te lo so dire...va beh
Vincenzo Cimini: Normalmente 235 km/h...cioè ‘sta versione qua che ci abbiamo in mano sì, ma secondo me va supportata con la Lamborghini
Andrea Grossi: Eh ma ci fanno anche un buono sconto su quella macchina lì eh...
Vincenzo Cimini: Sì infatti mi hanno dato il listino, poi te lo devo dare
(...) Andrea Grossi: Ok, ok va beh adesso vediamo dai, facciamo adesso...Provala, poi vediamo la prendiamo in Polonia...con la targa polacca
Vincenzo Cimini: Infatti...va bene dai
Andrea Grossi: Che non prendiamo manco i tutor e le multe dai...
Vincenzo Cimini: Cazzo...
Andrea Grossi: Mh mh mh...
Vincenzo Cimini: Eh è bella sta cosa dai! 
Andrea Grossi: Michia! Figa Enzo più di così che cazzo bisogna fare...non lo so io, eh?
Vincenzo Cimini: 
Andrea Grossi: O sbaglio?
Vincenzo Cimini: Sì, sì, sì, dobbiamo mettere a posto il castello, poi veramente fanculo ci prendiamo una settimana, non un giorno

“HO GIÀ IN MENTE IL BUSINESS: UN IMPIANTINO DAVANTI ALL’ILVA”

Andrea Grossi e la madre (non indagata) parlano al telefono il 20 giugno 2014, dopo aver concluso positivamente le operazioni finanziarie con le società lussemburghesi. 

Palazzo-Visconti-Brignano-Gera-dAdda

Andrea Grossi: Michia, da Dio! Ti ho tenuto anche un appartamentino bello fresco a Margara! 
La madre: (Ride)...bene, bene dai...
Andrea Grossi: Figa ragazzi...che c’ho già il business! Mi è già venuto in mente! Per fare un impiantino di selezione, e poi di fronte all’Ilva! e poi...così monetizziamo perché è nostro, lo vendiamo, così! E poi col tempo, quando incassiamo le nostre partite lo vendiamo alla società (...) e poi...un bell’appartamentino a Margara che teniamo, uno tanto si può anche permettersi di tenerlo! 
La madre: Ma sì, no, lo facciamo...lo affittiamo! 
Andrea Grossi: Sì, sì, lo affittiamo! Lo teniamo e lo affittiamo! 
La madre: Lo affittiamo! ...No?
Andrea Grossi: Sì, sì! Da Dio no!
La madre: Perfetto! Perfetto, lo affittiamo così intanto paghi l’Imu
Andrea Grossi: In tre anni glieli diamo, non ci accorgiamo...

Del progetto dell’impianto vicino all’Ilva di Taranto Andrea Grossi parla il giorno successivo anche in un’altra conversazione con Stefano Lazzari, del cda di Indeco.

Andrea Grossi: E in più mi son portato a casa il 100% della Riccia (...) dove voglio far qualcosa di fronte all’Ilva, che è un terreno che avevamo dove c’era la Smari...ed un appartamento a Margara! 
Stefano Lazzari: Sei un grande! Sei un grande!!
Andrea Grossi: E perché solo mercato figa, sono un mercante! 

LA “PUZZA ENERGETICA”

Parlano Andrea Grossi e Vincenzo Cimini, amministratori di Green Holding.

Andrea Grossi: Ma che cazzo te ne fai! Ti devi vendere Margara per pagare il mutuo di Parre, poi ti rimene l’immobile a Parre, che cazzo ne fai...?
Vincenzo Cimini: Un cazzo! Devi vendere quello! ...
Andrea Grossi: Eh! E chi te lo compra! 
Vincenzo Cimini: Mica è così semplice! Infatti! Quello lo devi svendere di brutto...infatti...va beh, tanto mo’ l’accordo lo devono ancora...scrivere...
Andrea Grossi: Ne hai parlato di Matera? 
Vincenzo Cimini: (...) la tecnologia di Matera non c’entra niente con quella sua! Là è un’estrazione...dalle due masse, quindi c’è una puzza energetica, là fa il biodiesel allora (incomprensibile e ride) sembrare un ignorante, però...
Andrea Grossi: Come va la macchina, spinge? 
Vincenzo Cimini: L’ho tenuta in città...

INDECO, LA DISCARICA “FATTURA UN MILIONE E MEZZO AL MESE”

Telefonata tra Andrea Grossi e Vincenzo Cimini, amministratori di Green Holding.

Andrea Grossi: E poi considera che hai delle aziende che comunque, se quando tu hai finito quella cosa del Comune ecc. ecc...già Indeco ti accumula un milione, un milione e mezzo di liquidità tutti i mesi, ho visto se li metti insieme...

Discarica-di-Borgo-Montello-Latina
Vincenzo Cimini: Adesso lunedì pomeriggio Andrea sono già al tavolo tecnico in Regione eh...proprio buono quel canale lì c’è il responsabile dell’area...dell’assessorato (...)

L’ampliamento del bacino denominato S8 della discarica Indeco di Borgo Montello, secondo il giudice, “è perseguito al fine di ottenere nuove risorse finanziarie derivanti dai nuovi invasi e colmare in tal modo le lacune dei milioni di euro post-mortem non accantonati e distratti nel corso degli anni (…) Nella conversazione che segue Grossi Andrea, commentando l’apertura di un nuovo invaso, fa comprendere che la nuova realizzazione serve anche a sistemare il post-mortem pregresso”. Telefonata del 20 giugno 2014 tra Andrea Grossi e Antonio Romei, del cda di Indeco.

Andrea Grossi: Ok, ok, ok...lì cosa dovremmo fare di fatturato? 
Antonio Romei: Eh lì di fatturato faccia conto se sono 50mila tonnellate l’anno che si prevede di smaltire...son fra i tre, tre milioni e mezzo...
Andrea Grossi: Va bene, va bene, va bene...
Antonio Romei: E che quindi...durerà cinque anni, cinque o sei anni, e...però ci mettiamo a posto tutto il post-mortem
Andrea Grossi: Va bene, va bene, va bene...così almeno pure lì, sistemiamo...
Antonio Romei: Ah, ho cominciato a intermediare su Busto, infatti un po’ di rifiuti di Napoli vanno a Busto Arsizio

Andrea Tornago

ToxicLeaks

da Il Fatto Quotidiano – 17 ottobre 2014

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Gli studi hanno dimostrato che una diminuzione dell’assunzione dell’acqua, provoca l’aumento dei depositi di grasso; mentre un incremento del consumo di acqua, può effettivamente ridurre i depositi di grasso.È vero che bere acqua oltre a far bene fa dimagrire? Per quanto incredibile possa sembrare, l’acqua è probabilmente l’elemento più efficace per perdere peso definitivamente. Sebbene la maggior parte di noi lo dà per scontato, l’acqua può essere l’unica vera “pozione magica”  per la perdita definitiva del peso in eccesso. L’acqua elimina lo stimolo dell’appetito in maniera naturale e aiuta il corpo a metabolizzare il grasso  accumulato.

Ecco perché: se non si assume una quantità di acqua sufficiente, i reni non funzionano in maniera corretta.

E quando i reni non lavorano bene, una parte della loro funzione viene eseguita dal fegato. Una delle principali funzioni del fegato è quella di metabolizzare parte del grasso immagazzinato e trasformarlo in energia utilizzabile dal nostro corpo. Ma se il fegato è impegnato nell’assolvere alle funzioni dei reni, esso non può espletare le sue specifiche funzioni a pieno regime. Di conseguenza il fegato metabolizza meno grassi ( “brucia meno grassi”) e il grasso si accumula nel corpo, impedendo la perdita di peso.

Bere la giusta quantità di acqua è la soluzione migliore per evitare la ritenzione dei liquidi. Quando l’acqua è insufficiente, il nostro corpo reagisce automaticamente per non disidratarsi e comincia a trattenere ogni singola goccia. L’acqua si accumula allora negli spazi extracellulari (al di fuori delle cellule) e questo si evidenzia con il gonfiore delle estremità: piedi, gambe e mani.

I diuretici offrono una buona soluzione temporanea: fanno in modo che l’acqua, che ristagna negli spazi extracellulari, venga smaltita assieme ad alcune sostanze nutritive essenziali. Il corpo reagisce al trattamento ma, alla prima occasione, sostituisce nuovamente l’acqua già persa. In tal modo si ripresenterà nuovamente la condizione di ritenzione idrica.

Il metodo migliore per eliminare il problema della ritenzione idrica è dare al nostro corpo ciò di cui esso ha bisogno: molta acqua. Solo così i liquidi che ristagnano possono essere eliminati.

Una delle principali cause della ritenzione idrica è usare il sale in maniera eccessiva . Infatti il nostro corpo può assimilare solo una certa quantità di sodio. Più sale introduciamo nel nostro corpo, maggiore sarà la quantità di acqua necessaria per smaltirlo.

Smaltire il sale in eccesso è molto semplice: basta bere più acqua. L’acqua, filtrando attraverso i reni, elimina il sale in eccesso.

Le persone in sovrappeso hanno bisogno di una quantità di acqua maggiore rispetto a chi mantiene il proprio peso forma. Le persone più grasse hanno un carico metabolico maggiore. Noi sappiamo che l’acqua è la chiave per il metabolismo del grasso, ne consegue che chi ha un peso maggiore necessita di una maggiore quantità di acqua.

L’acqua aiuta a mantenere un tono muscolare adeguato, permette ai muscoli di contrarsi e inoltre previene la disidratazione. L’acqua aiuta a prevenire il rilassamento della pelle che di solito avviene in seguito alla perdita di peso : contribuisce al restringimento delle cellule e rassoda la pelle rendendola pulita, sana e resistente.

L’acqua aiuta il corpo ad eliminare le impurità. Durante la perdita di peso il corpo ha molti più rifiuti da smaltire : tutto il grasso in eccesso metabolizzato deve essere smaltito. Ancora una volta è la quantità d’acqua che noi ingeriamo che  ci aiuta a liberarci dalle impurità.

L’acqua può contribuire ad alleviare il problema della stipsi. Quando la quantità di acqua è carente, il corpo rimedia con fonti interne. Il colon è una fonte primaria. Il risultato è la stipsi. Ma se si introduce abbastanza acqua, si ristabilisce una normale funzione intestinale.

 

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Oggi vi voglio parlare di un consigliere comunale eletto nel Movimento 5 Stelle e il cui comportamento ha destato il mio interesse.

Siamo ad Anzio, bella città del litorale laziale, caratterizzata dal suo porto, dal suo mare, e dai suoi abitanti vari, belli, ed alcuni arroganti.

Fra questi c’è, sicuramente, il Consigliere Comunale eletto nelle liste del MoVimento 5 Stelle Cristoforo Tontini che, consentitemelo dire, a me tanto 5 stelle non sembra.

Ma veniamo ai fatti, partendo da un recente post scritto dal consigliere pentastellato e riportato dalla cittadina Rita Pollastrini

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Ora …. fermo restando che il gettone di presenza di un consigliere comunale non incide particolarmente sulle casse del comune, io, che sono di Aprilia e per ragioni lavorative passo molto tempo a Pomezia, il buon governo dell’attuale sindaco lo ho constatato di persona, come anche ho potuto saggiare quanto i cittadini di Pomezia siano contenti del loro sindaco e della amministrazione Pentastellata …. Stessa cosa non si può proprio dire per la gestione che ha del suo ruolo politico il Sign. Tontini il quale, e cito la cittadina Valentina Corrado “non si interessa minimamente dei problemi del suo territorio motivo per il quale è stato eletto — sulla questione porto di anzio non ha mai speso una parola — non ha mai interrogato il comune dove lui è consigliere con funzioni di indirizzo e controllo sulla questione — non ha mai chiesto un atto”

Inoltre ho recentemente letto un articolo scritto da Giovanni del Giaccio ( non uno qualsiasi ) sul suo blog

FONTE

https://giovannidelgiaccio.wordpress.com/2015/02/06/porto-le-beghe-di-paese-e-le-cose-da-chiarire-caso-in-regione/

che sulla vicenda della concessione scrive quanto segue …

“La vicenda degli ormeggiatori contro il Comune – dal quale arriva il provvedimento per il rilascio delle aree – e il ricorso cautelare vinto, non fermano la Capo d’Anzio che vuole andare a prendersi le aree della quale è concessionaria. Piaccia o meno, a oggi la società ha il titolo per esercitare l’attività per la quale era sorta. Iniziando dalla gestione anziché dalla realizzazione del bacino, ma questo è stato formalizzato ormai mesi fa e oggi correrci dietro o cavalcare politicamente la cosa sembra avere poco senso.
Vedremo come andrà al Tribunale amministrativo regionale, ma mentre ci si continua a dividere per quelle che somigliano più a beghe di paese che altro – con le attività che per anni sono state intorno al porto sentendolo come “loro” – la vicenda della concessione con annesso accordo di programma arriva in Regione. E’ evidente che l’amministrazione guidata da Nicola Zingaretti ha tutto l’interesse a far sì che il porto non diventi un boomerang, non fosse altro perché dovrebbe ricominciare a preoccuparsi di dragaggio e concessioni, ma intanto finalmente c’è chi mette nero su bianco le perplessità emerse in questi mesi.
Lo fa Valentina Corrado del Movimento 5 stelle che ricorda alcuni passaggi ai quali, finora, nessuno ha risposto. Mercoledì, alla vigilia del consiglio comunale nel quale si discuterà (giustamente) di riacquisire le quote del socio privato, in Regione ci sarà un’interrogazione a risposta immediata. Nell’atto si ricorda che il “palese mancato rispetto del cronoprogramma” e che finora “non è stato dato corso agli impegni previsti” oltre che “non risulta chiaro” quanto accaduto con il progetto Life. Da qui la richiesta di approfondire la vicenda “alla luce delle segnalazioni che giungono dalla cittadinanza, in ordine alla situazione di stallo che si è venuta a creare relativa all’avvio dei lavori”. Cittadinanza, attenzione: il consigliere Cristoforo Tontini sembra guardarsi bene dal segnalare ciò che accade da queste parti…
La Corrado ricorda, inoltre, che “la vigilanza sull’accordo di programma e gli eventuali interventi sostitutivi” andavano valutati da un collegio con rappresentanti anche regionali ma allo stato “sembrerebbe che nessuna attività di vigilanza sia stata proficuamente posta in essere, anche alla luce di macroscopici ritardi in ordine all’avvio del progetto“. Per questo si chiede al presidente Nicola Zingaretti e agli assessori di riferimento di chiarire “le effettive motivazioni in ordine al ritardo dell’avvio dei termini dell’accordo di programma” e “se il progetto oggetto dell’accordo abbia subito variazioni o modifiche rispetto alla concessione originaria“. Ciliegina sulla torta, infine, la vicenda delle quote al socio privato. La consigliera chiede di sapere se la delibera del 19 luglio 2012 che aveva per oggetto la “cessione di azioni Capo d’Anzio tra Italia navigando e Marconi“, con la richiesta di restituzione delle quote “al valore nominale“, alla quale non è mai stato dato corso: “abbia influito nella determinazione dei ritardi del cronoprogramma“. Avremo, finalmente, anche la versione della Regione che un ruolo – comunque – continua ad averlo in questa storia. Se non altro per la vigilanza.”

Ora mi soffermerei su quanto scritto dallo stesso autore “, attenzione: il consigliere Cristoforo Tontini sembra guardarsi bene dal segnalare ciò che accade da queste parti” e la domanda sorge spontanea …

Perché Cristoforo lo fai ?

La risposta non arriverà mai anche perche lui, TONTINI, non rende pubblica la sua bacheca FB ( scelta libera ma non condivisibile e davvero poco 5 stelle ), e si fa spalleggiare dal suo amico Maurizio Bartolomei il quale in un post sempre su FB dichiara quanto segue:

“rispondo chiamato in causa di alcuni post, innanzitutto io sono organizer del meetup in cui c’è Tontini e per l’ennesima volta coma già scritto su gruppi, altri meetup ecc.che la Rita  Pollastrini è ancora in stand-by in quanto insieme ai membri del gruppo accetto solo chi vuole collaborare lasciando personalismi da parte, nel concetto del puro spirito di aggregazione sociale dove l dissenso è ammesso, non sono ammessi atteggiamenti irrispettosi ,l ho dichiarato più volte che quando vedrò un atteggiamento diverso da quello precedente valuterò la situazione, inoltre la pagina M5S anzio è adibita in ambito costruttivo, quindi tutti possono leggere, ma commenti denigratori verso il movimento locale non fanno bene come già detto in passato, poi il gruppo è pubblico e visibile a tutti, a riguardo dell’operato di anzio il porto non è l’unico problema del territorio e più volte ho detto nei miei incontri con membri di altri mu che chiunque può portare interrogazioni od esporre quesiti per cercare di sanare anche i dissidi presenti avviando un ‘eventuale collaborazione  basta saper chiedere, ma purtroppo ciò non è mai avvenuto, anzi si è continuato l’atteggiamento precedente, (vedi anche elezioni europee)aggiungo che concordo con il fatto che tra gruppi non ci si dovrebbe immischiare sulle cose altrui, ma purtroppo ciò non avviene qui intorno come in molti parti,  magari,  avrei voluto vedere, quando il tontini è stato attaccato da altri  portando disagi di immagine al movimento, lo stesso atteggiamento”

Credetemi non ci ho capito nulla di quanto scritto tranne il fatto che … lui decide chi iscrivere al suo meetup, lui non accetta commenti sui social … TUTTO MOLTO BELLO … complimenti davvero per la leggiadra trasparenza!

Aggiungete poi una ulteriore dichiarazione della cittadina Valentina Corrado ( non una qualsiasi )

“Se nn ci fossero stati cittadini come Rita Pollastrini e Marco Cesarini che si interessavano dell’affare porto di anzio portando la questione alla mia attenzione nessuno avrebbe mai fatto nulla..nonostante c’è un consigliere comunale eletto che avrebbe dovuto avere un’azione di fiato sul collo all’ente. Ma è impegnato evidentemente per non presentarsi alle conferenze fatte sul tema occasioni per interrogare e porre quesiti o non presentarsi nelle commissioni e mandare persone come suoi delegati (atto questo che denota la non conoscenza della macchina comunale del quale fa parte). Evidentemente la sua azione denigratoria nei confronti del m5s per ragioni che cominciano a rendersi note ed evidenti è iniziata”

Uno così non fa il bene del MoVimento e, a mio parere, andrebbe accolta l’istanza presentata da molti cittadini di sfiducia al portavoce del m5s di Anzio consigliere comunale Cristoforo Tontini.

In buona sostanza questi cittadini lamentano il fatto che il soggetto si relazioni con un solo meetup, che invece di esercitare le funzioni di controllo tipiche del suo mandato si astiene spesso dal voto senza mai prendere una posizione nel merito delle questioni presentate in consiglio, che non relaziona sulle sue attività di portavoce, che non è attivo sul territorio, e che, cosa gravissima, quando ha avuto la possibilità in data 9 Luglio 2014 di mandare a casa il Sindaco ( mancanza di numero legale in consiglio) ha con la sua presenza in aula consentito allo stesso di sopravvivere e di far sopravvivere la cattiva amministrazione attualmente in carica ad ANZIO.

E scusate se è poco !!!!

Il Giorno del ricordo è una solennità civile nazionale italiana, celebrata il 10 febbraio di ogni anno. Istituita con la legge 30 marzo 2004 n. 92, essa commemora le vittime dei massacri delle foibe e dell’esodo giuliano-dalmata.
Secondo la legge che l’ha istituito, al Giorno del ricordo è associato il rilascio di una targa commemorativa, destinata ai parenti degli “infoibati” e delle altre vittime delle persecuzioni, dei massacri e delle deportazioni occorse in Istria, in Dalmazia o nelle province dell’attuale confine orientale durante l’ultima fase della seconda guerra mondiale e negli anni immediatamente successivi.

« La Repubblica riconosce il 10 febbraio quale “Giorno del ricordo” al fine di conservare e rinnovare la memoria della tragedia degli italiani e di tutte le vittime delle foibe, dell’esodo dalle loro terre degli istriani, fiumani e dalmati nel secondo dopoguerra e della più complessa vicenda del confine orientale. Nella giornata […] sono previste iniziative per diffondere la conoscenza dei tragici eventi presso i giovani delle scuole di ogni ordine e grado. È altresì favorita, da parte di istituzioni ed enti, la realizzazione di studi, convegni, incontri e dibattiti in modo da conservare la memoria di quelle vicende. Tali iniziative sono, inoltre, volte a valorizzare il patrimonio culturale, storico, letterario e artistico degli italiani dell’Istria, di Fiume e delle coste dalmate, in particolare ponendo in rilievo il contributo degli stessi, negli anni trascorsi e negli anni presenti, allo sviluppo sociale e culturale del territorio della costa nord-orientale adriatica ed altresì a preservare le tradizioni delle comunità istriano-dalmate residenti nel territorio nazionale e all’estero. »
(legge 30 marzo 2004 n. 92)

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Purtroppo è impossibile dire quanti furono gettati nelle foibe: circa 1.000 sono state le salme esumate, ma molte cavità sono irraggiungibili, altre se ne scoprono solo adesso (60 anni dopo) rendendo impossibile un calcolo esatto dei morti. Approssimativamente si può parlare di 6.000 – 7.000 persone uccise nelle Foibe, alla quali vanno aggiunte più di 3.000 persone scomparse nei gulag (campi di concentramento) di Tito.

Gli infoibati erano prevalentemente italiani. In generale tutti coloro che si opponevano al regime comunista titino: vi erano quindi anche sloveni e croati. Tra gli italiani vi erano ex fascisti, ma sopratutto gente comune colpevole solo di essere italiana e contro il regime comunista.

Nel corso degli anni questi martiri sono stati vilipesi e dimenticati. La storiografia, lo Stato italiano, la politica nazionale, la scuola hanno completamente cancellato il ricordo ed ogni riferimento a chi è stato trucidato per il solo motivo di essere italiano o contro il regime comunista di Tito.

Nel 1980, in seguito all’intervento delle associazioni combattentistiche, patriottiche e dei profughi istriani-fiumani-dalmati, il pozzo di Basovizza e la Foiba n.149 vennero riconosciute quali monumenti d’interesse nazionale. Il sito di Basovizza, sistemato dal comune di Trieste, divenne il memoriale per tutte le vittime degli eccidi del 1943 e 1945, ma anche il fulcro di polemiche per il prolungato silenzio e il mancato omaggio delle più alte cariche dello stato. Tale omaggio giunse nel 1991, anno cruciale per la dissoluzione jugoslava e dell’Unione Sovietica, quando a Basovizza si recò l’allora presidente della repubblica Francesco Cossiga, seguito due anni più tardi dal successore Oscar Luigi Scalfaro, che nel 1992 aveva dichiarato la Foiba di Basovizza “monumento nazionale”.

Il Giorno del ricordo viene celebrato dalle massime autorità politiche italiane con una cerimonia solenne nel palazzo del Quirinale al cospetto del Presidente della Repubblica, che conferisce le onorificenze alla memoria ai parenti delle vittime.In contemporanea in molte città si tengono celebrazioni di commemorazione presso i monumenti e le piazze dedicate ai tragici avvenimenti.

Nel 2006 l’allora presidente italiano Carlo Azeglio Ciampi durante le celebrazioni dichiarò: «L’Italia non può e non vuole dimenticare: non perché ci anima il risentimento, ma perché vogliamo che le tragedie del passato non si ripetano in futuro». Il discorso venne ripreso nel 2007 da Giorgio Napolitano, che attribuì l’origine delle foibe ad «…un moto di odio e furia sanguinaria e un disegno annessionistico slavo che prevalse innanzitutto nel trattato di pace del 1947, e che assunse i sinistri contorni di una pulizia etnica» e sostenne come «La disumana ferocia delle foibe fu una delle barbarie del secolo scorso, in cui si intrecciarono in Europa cultura e barbarie» come della necessità di «consolidare i lineamenti di civiltà, di pace, di libertà, di tolleranza, di solidarietà della nuova Europa che stiamo costruendo da oltre 50 anni, e che è nata dal rifiuto dei nazionalismi aggressivi e oppressivi, da quello espresso nella guerra fascista a quello espresso nell’ondata di terrore jugoslavo in Venezia Giulia. La nuova Europa esclude naturalmente anche ogni revanchismo».

Con un tentativo da logica della prima repubblica e becere modalità sovietiche il Meetup di Latina “I grilli e le cicale” per tramite dei suoi leader ( cosa davvero da 5 stelle ) cerca di mettere una “pezza a colori” su una faccenda davvero brutta come quella che ha portato lo “staff di Casaleggio & CO” ( cito una espressione di uno dei loro leader in pectore GIAN-BO ) a espellere i suddetti dal MoVimento.

Perché i tre portavoce pontini si sono dimessi? Perché è stato violato da parte dello staff di Casaleggio & CO il codice etico fatto firmare ai portavoce. Perché i portavoce pontini sono nel Gruppo Misto? Perché nonostante il voto contrario dei loro colleghi Casaleggio & CO gli ha espulsi e quindi sono per forza confluiti nel gruppo misto. Perché la base del M5S non ha potuto votare la loro espulsione come previsto? Perché Casaleggio & CO non ha voluto. Ma i portavoce pontini vogliono rimanere attacchi alla poltrona parlamentare? NO stanno reiterando la richiesta di dimissione per lasciare il posto ad altri. Ma nel Parlamento italiano si è mai dimesso nessuno per coerenza? No! Ma ad oggi i portavoce pontini nonostante siano nel gruppo misto hanno continuato a rispettare le regole del M5S? SI! Si decurtato ancora lo stipendio versando l’eccedenza nel fondo di garanzia per le piccole e medie imprese voluto dal M5S? SI! Rendicontano? SI! ma ora possono farlo solo tramite Meetup o pagine Facebook.

cazzata

Le cose non stanno davvero così. I tre non erano in linea con le decisioni del loro gruppo per cui, invece di rimettersi alle decisioni dello stesso, andavano a screditare l’immagine del M5S rilasciando interviste qua e la in cui dichiaravano apertamente il loro malcontento …

Allora è stato giusto BUTTARLI FUORI !!!!!!

Questo Meetup ( non tutto in realtà ) li difende, ma non rinuncia a togliere il logo del M5S dal suo simbolo …. NON CAPISCO !!!!

Vi sentite M5S e accettate che al vostro interno ci siano persone “giustamente espulse” perchè contrarie alla direzione che il M5S sta prendendo ?

Per avvalersi di un risultato costringe a votazioni notturne ( a cui moltissimi non possono partecipare ) dichiarando che il voto è il risultato di un democratico confronto ….

cazzata

Allora ecco che da tante negatività nasce una nuova realtà a Latina che sicuramente sarà la panacea della democrazia assolutamente mancante nel meetup-morto dopo lunga agonia il 23 Gennaio 2015

Buon lavoro 5 Stelle Latina in MoVimento

5 Stelle Latina in MoVimento

Latina, LT
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Questo MEETUP nasce con l’obiettivo di riunire tutti quei cittadini di Latina e dintorni intenzionati a porre fine a decenni di cattiva amministrazione del territorio. Per por…

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Il 2 maggio il Movimento 5 Stelle incontra i cittadini di La…

Saturday, May 2, 2015, 8:00 PM
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