Documento CNOG-FNSI dell’ 8 luglio 1993

PREMESSA
Il lavoro del giornalista si ispira ai principi della libertà d’informazione e di opinione, sanciti dalla Costituzione italiana, ed è regolato dall’articolo 2 della legge n. 69 del 3 febbraio 1963:
«E’ diritto insopprimibile dei giornalisti la libertà d’informazione e di critica, limitata dall’osservanza delle norme di legge dettate a tutela della personalità altrui ed è loro obbligo inderogabile il rispetto della verità sostanziale dei fatti, osservati sempre i doveri imposti dalla lealtà e della buona fede. Devono essere rettificate le notizie che risultino inesatte e riparati gli eventuali errori. Giornalisti e editori sono tenuti a rispettare il segreto professionale sulla fonte delle notizie, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario di esse, e a promuovere lo spirito di collaborazione tra colleghi, la cooperazione fra giornalisti e editori, e la fiducia tra la stampa e i lettori»
Il rapporto di fiducia tra gli organi d’informazione e i cittadini è la base del lavoro di ogni giornalista. Per promuovere e rendere più saldo tale rapporto i giornalisti italiani sottoscrivono la seguente Carta dei doveri.

PRINCIPI
Il giornalista deve rispettare, coltivare e difendere il diritto all’informazione di tutti i cittadini; per questo ricerca e diffonde ogni notizia o informazione che ritenga di pubblico interesse, nel rispetto della verità e con la maggiore accuratezza possibile.
Il giornalista ricerca e diffonde le notizie di pubblico interesse nonostante gli ostacoli che possono essere frapposti al suo lavoro e compie ogni sforzo per garantire al cittadino la conoscenza ed il controllo degli atti pubblici.
La responsabilità del giornalista verso i cittadini prevale sempre nei confronti di qualsiasi altra. Il giornalista non può mai subordinarla ad interessi di altri e particolarmente a quelli dell’editore, del governo o di altri organismi dello Stato.
Il giornalista ha il dovere fondamentale di rispettare la persona, la sua dignità e il suo diritto alla riservatezza e non discrimina mai nessuno per la sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche.
Il giornalista corregge tempestivamente e accuratamente i suoi errori o le inesattezze, in conformità con il dovere di rettifica nei modi stabiliti dalla legge, e favorisce la possibilità di replica.
Il giornalista rispetta sempre e comunque il diritto alla presunzione d’innocenza.
Il giornalista è tenuto ad osservare il segreto professionale, quando ciò sia richiesto dal carattere fiduciario delle sue fonti. In qualsiasi altro caso il giornalista deve dare la massima trasparenza alle fonti.
Il giornalista non può aderire ad associazioni segrete o comunque in contrasto con l’articolo 18 della Costituzione.
Il giornalista non può accettare privilegi, favori o incarichi che possano condizionare la sua autonomia e la sua credibilità professionale.
Il giornalista non deve omettere fatti o dettagli essenziali alla completa ricostruzione dell’avvenimento. I titoli, i sommari, le fotografie e le didascalie non devono travisare, né forzare il contenuto degli articoli o delle notizie.
Non deve inoltre pubblicare immagini o fotografie particolarmente raccapriccianti di soggetti coinvolti in fatti di cronaca, o comunque lesive della dignità della persona; né deve soffermarsi sui dettagli di violenza o di brutalità, a meno che non prevalgano preminenti motivi di interesse sociale. Non deve intervenire sulla realtà per creare immagini artificiose.
Il commento e l’opinione appartengono al diritto di parola e di critica e pertanto devono essere assolutamente liberi da qualsiasi vincolo, che non sia quello posto dalla legge per l’offesa e la diffamazione delle persone.

DOVERI
Responsabilità del giornalista
Il giornalista è responsabile del proprio lavoro verso i cittadini e deve favorire il loro dialogo con gli organi d’informazione. E si impegna a creare strumenti idonei (garanti dei lettori, pagine per i lettori, spazi per repliche, ecc.) e dando la massima diffusione alla loro attività.
Il giornalista accetta indicazioni e direttive soltanto dalle gerarchie redazionali della sua testata, purché le disposizioni non siano contrarie alla legge professionale, al Contratto nazionale di lavoro e alla Carta dei doveri.
Il giornalista non può discriminare nessuno per la sua razza, religione, sesso, condizioni fisiche o mentali, opinioni politiche. Il riferimento non discriminatorio, ingiurioso o denigratorio a queste caratteristiche della sfera privata delle persone è ammesso solo quando sia di rilevante interesse pubblico.
Il giornalista rispetta il diritto alla riservatezza di ogni cittadino e non può pubblicare notizie sulla sua vita privata se non quando siano di chiaro e rilevante interesse pubblico e rende, comunque, sempre note la propria identità e professione quando raccoglie tali notizie.
I nomi dei congiunti di persone coinvolte in casi di cronaca non vanno pubblicati a meno che ciò sia di rilevante interesse pubblico; non vanno comunque resi pubblici nel caso in cui ciò metta a rischio l’incolumità delle persone, né si possono pubblicare altri elementi che rendano possibile una identificazione (fotografie, immagini, ecc.).
I nomi delle vittime di violenze sessuali non vanno pubblicati né si possono fornire particolari che possano condurre alla loro identificazione a meno che ciò sia richiesto dalle stesse vittime per motivi di rilevante interesse generale.
Il giornalista presta sempre grande cautela nel rendere pubblici i nomi o comunque elementi che possano condurre all’identificazione dei collaboratori dell’autorità giudiziaria o delle forze di pubblica sicurezza, quando ciò possa mettere a rischio l’incolumità loro e delle famiglie.

Rettifica e replica
Il giornalista rispetta il diritto inviolabile del cittadino alla rettifica delle notizie inesatte o ritenute ingiustamente lesive.
Rettifica quindi con tempestività e appropriato rilievo, anche in assenza di specifica richiesta, le informazioni che dopo la loro diffusione si siano rivelate inesatte o errate, soprattutto quando l’errore possa ledere o danneggiare singole persone, enti, categorie, associazioni o comunità.
Il giornalista non deve dare notizia di accuse che possano danneggiare la reputazione e la dignità di una persona senza garantire opportunità di replica all’accusato. Nel caso in cui ciò sia impossibile (perché il diretto interessato risulta irreperibile o non intende replicare), ne informa il pubblico. In ogni caso prima di pubblicare la notizia di un avviso di garanzia deve attivarsi per controllare se sia a conoscenza dell’interessato.

Presunzione d’innocenza
In tutti i casi di indagini o processi, il giornalista deve sempre ricordare che ogni persona accusata di un reato è innocente fino alla condanna definitiva e non deve costruire le notizie in modo da presentare come colpevoli le persone che non siano state giudicate tali in un processo.
Il giornalista non deve pubblicare immagini che presentino intenzionalmente o artificiosamente come colpevoli persone che non siano state giudicate tali in un processo.
In caso di assoluzione o proscioglimento di un imputato o di un inquisito, il giornalista deve sempre dare un appropriato rilievo giornalistico alla notizia, anche facendo riferimento alle notizie ed agli articoli pubblicati precedentemente.
Il giornalista deve osservare la massima cautela nel diffondere nome e immagini di persone incriminate per reati minori o di condannati a pene lievissime, salvo i casi di particolare rilevanza sociale.

Le fonti
Il giornalista deve sempre verificare le informazioni ottenute dalle sue fonti, per accertarne l’attendibilità e per controllare l’origine di quanto viene diffuso all’opinione pubblica, salvaguardando sempre la verità sostanziale dei fatti.
Nel caso in cui le fonti chiedano di rimanere riservate, il giornalista deve rispettare il segreto professionale e avrà cura di informare il lettore di tale circostanza.
In qualunque altro caso il giornalista deve sempre rispettare il principio della massima trasparenza delle fonti d’informazione, indicandole ai lettori o agli spettatori con la massima precisione possibile. L’obbligo alla citazione della fonte vale anche quando si usino materiali delle agenzie o di altri mezzi d’informazione, a meno che la notizia non venga corretta o ampliata con mezzi propri, o non se ne modifichi il senso e il contenuto.
In nessun caso il giornalista accetta condizionamenti dalle fonti per la pubblicazione o la soppressione di una informazione.

Informazione e pubblicità
I cittadini hanno il diritto di ricevere un’informazione corretta, sempre distinta dal messaggio pubblicitario e non lesiva degli interessi dei singoli.
I messaggi pubblicitari devono essere sempre e comunque distinguibili dai testi giornalistici attraverso chiare indicazioni.
Il giornalista è tenuto all’osservanza dei principi fissati dal Protocollo d’intesa sulla trasparenza dell’informazione e dal Contratto nazionale di lavoro giornalistico; deve sempre rendere riconoscibile l’informazione pubblicitaria e deve comunque porre il pubblico in grado di riconoscere il lavoro giornalistico dal messaggio promozionale.

Incompatibilità
Il giornalista non può subordinare in alcun caso al profitto personale o di terzi le informazioni economiche o finanziarie di cui sia venuto comunque a conoscenza, non può turbare inoltre l’andamento del mercato diffondendo fatti e circostanze riferibili al proprio tornaconto.
Il giornalista non può scrivere articoli o notizie relativi ad azioni sul cui andamento borsistico abbia direttamente o indirettamente un interesse finanziario, né può vendere o acquistare azioni delle quali si stia occupando professionalmente o debba occuparsi a breve termine.
Il giornalista rifiuta pagamenti, rimborsi spese, elargizioni, vacanze gratuite, trasferte, inviti a viaggi, regali, facilitazioni o prebende, da privati o da enti pubblici, che possano condizionare il suo lavoro e l’attività redazionale o ledere la sua credibilità e dignità professionale.
Il giornalista non assume incarichi e responsabilità in contrasto con l’esercizio autonomo della professione, né può prestare il nome, la voce, l’immagine per iniziative pubblicitarie incompatibili con la tutela dell’autonomia professionale.
Sono consentite invece, a titolo gratuito, analoghe prestazioni per iniziative pubblicitarie volte a fini sociali, umanitari, culturali, religiosi, artistici, sindacali o comunque prive di carattere speculativo.

Minori e soggetti deboli
Il giornalista rispetta i principi sanciti dalla Convenzione ONU del 1989 sui diritti del bambino e le regole sottoscritte con la Carta di Treviso per la tutela della personalità del minore, sia come protagonista attivo sia come vittima di un reato. In particolare:
a) non pubblica il nome o qualsiasi elemento che possa condurre all’identificazione dei minori coinvolti in casi di cronaca;
b) b) evita possibili strumentalizzazioni da parte degli adulti portati a rappresentare e a far prevalere esclusivamente il proprio interesse;
c) valuta, comunque, se la diffusione della notizia relativa al minore giovi effettivamente all’interesse del minore stesso.
Il giornalista tutela i diritti e la dignità delle persone disabili siano esse portatrici di handicap fisico o mentale, in analogia con quanto già sancito dalla Carta di Treviso per i minori.
Il giornalista tutela i diritti dei malati, evitando nella pubblicazione di notizie su argomenti medici un sensazionalismo che potrebbe far sorgere timori o speranze infondate. In particolare:
a) non diffonde notizie sanitarie che non possano essere controllate con autorevoli fonti scientifiche;
b) non cita il nome commerciale di farmaci e di prodotti in un contesto che possa favorire il consumo del prodotto;
c) fornisce tempestivamente il nome commerciale dei prodotti farmaceutici ritirati o sospesi perché nocivi alla salute.
Il giornalista si impegna comunque ad usare il massimo rispetto nei confronti dei soggetti di cronaca che per ragioni sociali, economiche o culturali hanno minori strumenti di autotutela.
La violazione di queste regole integranti lo spirito dell’art. 2 della legge 3.2.1963 n. 69 comporta l’applicazione delle norme contenute nel Titolo III della citata legge.

http://www.beppegrillo.it/2015/01/votazioni_online_per_il_candidato_presidentem5s.html

Solo il MoVimento 5 Stelle pùò dare al cittadino la possibilità di esprimere il suo voto fra una rosa di candidati. E poi qualcuno ci viene a parlare di assenza di Democrazia ?

Io oggi ho votato e se lo volete sapere fra quelli presenti almeno tre erano dei nomi “plausibili” ….  Io ho votato e ho scelto Nino di Matteo, perche sapete come la penso su di lui, ci ho scritto anche un articolo, quando ancora non era fra i papabili …..

Ho scelto uno ONESTO, e anche se non ce la farà. proprio perchè è onesto, almeno io l’ho votato ….

GRAZIE M5S, GRAZIE BEPPE GRILLO E CASALEGGIO

Leggo oggi sul blog di Grillo quanto segue :

“Le multe sul recupero dei crediti autorali della Siae sono non solo spropositate, ma rispondono a una logica di ‘presunzione di colpevolezza’ inaccettabile. Si tratta di una pratica che non risolve il problema strutturale della regolamentazione del diritto d’autore, ma serve solo a fare cassa“.

Lo sostengono i deputati del M5S della Commissione Cultura, che hanno presentato una interrogazione rivolta al ministro Franceschini, a prima firma Sergio Battelli, dopo la notizia diffusa dalla stampa sulle nuove riscossioni delle contravvenzioni per violazione del diritto d’autore contenute nelle “Istruzioni operative propedeutiche all’attivazione del processo di recupero crediti autorali”.

“Abbiamo chiesto al ministro se è a conoscenza del processo di recupero crediti autorali della Siae imposto agli ispettori sul territorio. Tali istruzioni impongono che, una volta accertata l’irregolarità, l’ispettore debba richiedere il pagamento di un corrispettivo per l’intero anno e non solo per il tempo presunto di violazione della legge sul diritto d’autore. Questo consentirebbe alla Siae di incassare il 98% in più: una misura autocratica che assomiglia tanto, troppo, all’usura“.

FONTE

Anche nel mio territorio (Aprilia) è capitata una cosa analoga con dei veri e propri blitz da parte degli ispettori di zona presso gli esercenti commerciali che, solo per avere una radio accesa nel loro negozio, sono passibili di multa se non hanno pageto la relativa tassa. Ma si può ammettere tutto ciò ? E’ giusto che si paghino le tasse solo perchè ascoltiamo musica ? Le tasse già le si pagano quando vengono comperati i CD, le radio pagano le tasse per la loro diffusione, ora dobbiamo pagare anche per l’ascolto ?

Credo che questa vessazione si sommi, in maniera esponenziale, a tutte le altre che dobbiamo subire quotidianamente in maniera supina ….

MA FINO A QUANDO ????

Quando ho letto le motivazioni per cui oggi 10 portavoce eletti nel MoVimento 5 Stelle hanno deciso di lasciare lo stesso sono subito corso al bagno per “defecare”.  Vorrei proprio capire cosa vuol dire “Negato dibattito e pluralismo”. Credetemi ho 45 anni, ho la passione per la politica che mi è stata tramandata da mio padre ( che era un missino convinto ), credo fortemente nei “valori” della onestà e della trasparenza. Ho affiancato il MoVimento 5 Stelle perchè coinvolto ( come la maggiorpate di tutti noi ) da quella splendida persona che è Beppe Grillo e credo che se oggi noi abbiamo una opportunità per cambiare e decidere lo dobbiamo a quest’uomo. Nei meetup mi confronto con tantissime persone ( pluralismo ) e accolgo le decisioni che scaturiscono dopo accesi dibattiti ( non sempre a volte rosico ), …..

E VOI VI DIMETTETE ?

Sto leggendo tantissimi post di amici e non che stanno commentando qualcosa di davvero incommentabile … Sapete come la penso e come mi sia esposto al limite del lecito contro le dimissioni dei pontini, e non posso che condividere quanto scritto da Di Battista in merito …

Le Idee del Movimento sono già in circolo, questo conta davvero …. Il MoVimento mi ha aperto gli occhi …. Chi ce la fa magari non si arricchirà, ma uscirà arricchito. Chi non ce la fa è così povero che gli rimarranno solo i soldi.

MISERABILI PREZZOLATI

…. ecco cosa siete secondo me, e non solo, perchè avete venduto le vostre deleghe e tradito per trenta denari

Siete tutti dei piccoli GIUDA

sposo tranquillamente quanto detto da Luigi Di Maio:

“Ormai in questo momento, legata alla Presidenza della Repubblica, c’è in corso una campagna acquisti. Evidentemente o c’è qualcuno che sa comprare bene o qualcuno che si vende per poco. Dal mio punto di vista, io credo che il M5s possa fare a meno di persone che preferiscono tradire il mandato elettorale piuttosto che portare avanti una battaglia di coerenza e onestà come quella che stiamo portando avanti da due anni ormai”.

IL RESTO E’ FUFFA

Ho scritto ieri di questo mostro …. La orrenda visione

Ho letto, grazie ad alcuni commenti pervenuti ed in particolare a quello di Michele Magliocchetti, su Sei Di Aprilia se, un interessantissimo articolo di Melania Orazi Ancora incertezze su ex Canebi e parcheggio ex Cral nel quale viene denunziato lo stato di assoluto degrado di questi palazzi. Nello stesso articolo viene riportata una risposta da parte del Sindaco Terra:

” La proprietà aveva fatto richiesta di demolizione e ricostruzione di tutti gli immobili con l’aumento della volumetria pari al 60 per cento, quindi demoliamo uno e ricostruiamo per il 60 per cento, in relazione al “piano casa regionale” Abbiamo spedito gli atti a Roma e la Regione Lazio ha dato parere negativo per dare il via a questo percorso di demolizione con il 60 per cento. La Regione Lazio ci ha riferito che il premio non può essere al di sopra del 35 per cento. Questa vicenda è per ora in mano ai proprietari, i quali valuteranno se opporsi all’atto della regione oppure presentare un nuovo progetto. Questa è una podestà regionale non nostra noi presentiamo solo l’istruttoria. Io mi auguro che a breve presentino un nuovo progetto”

Mi riprometto di riportare all’attenzione dei cittadini portavoce alla Regione Lazio del MoVimento 5 Stelle e per tramite dei referenti dei meetup di zona ( Aprilia e Latina ) la problematica, per verificare se ci sono margini di intervento e per evitare che in pieno centro ad Aprilia esista un tale monumento al degrado ambientale.

Ora però una domanda me la dovete consentire …. Ma il sig Antonio Terra fa il sindaco ad Aprilia o altrove ? E se è ancora in carica , purtroppo e aggiungo speriamo ancora per poco, ma occhi in faccia non ne ha ?

 

Perché non abbatterli e ricostruire qualcosa di adeguato al contesto? Questi ecomostri sono davvero brutti a vedersi e anche poco sicuri perchè abbandonati e incustoditi. Oltre alla “ribrezzosa visione” che regalano a coloro i quali entrano in Aprilia sono un simbolo del “degrado” in cui versa la nostra città.

La via è di quelle importanti, Via Mascagni, e mi chiedo come mai queste palazzine versino ancora oggi in queste squallide condizioni ?

Eppure ( come dice Antonio Savarese ) “Dobbiamo costituire un volano economico virtuoso che abbia come obiettivi la ricomposizione del paesaggio degradato e riscopra la piacevolezza del nostro territorio, utilizzando al meglio quanto serve ed eliminando quello che effettivamente non serve, dando spazio ad attività agricole, sociali e naturali, ovunque ciò si possa realizzare”.

Vogliamo creare un movimento culturale

che metta sotto pressione le amministrazioni e i cittadini privati che gestiscono questi terreni. Quindi, non si tratta solo di sensibilizzazione del cittadino, ma di sensibilizzazione dell’amministratore. Un po’ come fu fatto nel dopoguerra da Cederna ed altri con il recupero dei centri storici che venivano abbattuti per dare spazio a nuovi edifici. Quel movimento, che nacque esterno alle amministrazioni, divenne interno e fece cambiare le cose.

Certo che una spiegazione, quantomeno plausibile, a questo punto del cammino di questo “anomalo blog” vi deve essere data.

“Rosicare significa quando tu mi fai qualcosa e io te la devo rifare, e avere l’ultima parola, rodersi l’anima, struggersi per l’azione o l’atteggiamento di una persona, in particolare se non si è in potere di intervenire, invidiare qualcuno, provare invidia, e , come direbbero a Roma, andarci in puzza”.

Chi rosica, si rode lentamente, nel profondo, e non riesce a darsi pace. La “rosicata” è uno stato d’animo che non si esaurisce a stretto giro, ma va avanti a lungo, proprio come la rosicchiata del topo, lunga e costante, e può durare settimane, mesi.

Tutto ciò tradotto con i versi della celebre canzone di Paolo Conte (che però parlava di ciclismo): “E i francesi che s’incazzano / e le balle ancor gli girano…”

Recenti studi hanno dimostrato che nell’87% dei casi la felicità altrui è insopportabile. I motivi possono essere vari: perché è immeritata, perché ci è stata scippata, oppure perché – semplicemente – è altrui. Ossia degli altri. E, quando si tratta di cose belle, gli altri non siamo mai noi.
Non è mai stato chiarito del tutto se l’invidia sia o meno la più alta forma di ammirazione. Quel che è certo è che è un sentimento umano e, molte volte, assolutamente inevitabile. Tuttavia, così come c’è modo e modo di vincere e così come c’è modo e modo di perdere, c’è anche modo e modo di rosicare.
E termino questo articolo con una frase del celebre D.F. Wallace : “la vostra preoccupazione per ciò che gli altri pensano di voi scompare una volta che capite quanto di rado pensano a voi”.
Buona vita a tutti e a riveder le stelle …..

“Opere inutili di un pittore inutile” è il titolo della mostra di Giuseppe Vittorio Scapigliati, alias Toscanaccio, promossa dall’Associazione Risus con il patrocinio del Comune di Nettuno, che si è tenuta dal 20 al 25 gennaio, nelle sale della splendida  Fortezza che domina la costa e a ridosso del Borgo Medioevale di Nettuno:  il Forte Sangallo

Detto da un “non intenditore” le opere presentate sono davvero molto belle. La grande presenza e il grande effetto delle stesse è palese come anche la splendida cornice che ne ha contestualizzato la manifestazione.

Un’intensa, caratteristica e provocatoria esposizione artistica attraverso una serie di Maschere che altro non sono che volti, anzi “stravolti” come li definisce l’Artista, espressione di una tormentata ma vissuta vita da genio: “Non maledetti, ma diversi, raccontati male. Il mondo è pieno di questi angeli del male. Gente silenziosa, che non ha voce, sconfitta. Io mi sento uno di loro”. E ancora: “L’Arte non ha niente di Mitico, di Magico, di Morale. Essa è soltanto il grande inganno attraverso il quale l’Uomo si illude di poter percepire l’idea dell’eterno, dell’assoluto, di Dio”.

Questo il pensiero dell’Artista nato il 1 aprile 1946 a Piancastagnaio in provincia di Siena e che da oltre 40 anni risiede, lavora, dipinge, scrive e crea a Roma. Tante vicissitudini ed una salute non eccellente gli fanno condurre una vita tormentata “fuori da qualsiasi contesto culturale e politico…fuori dalle mode e dalle pose”. Ma è da questa stessa sofferenza e dal suo anticonformismo che riesce a trovare le energie per creare le sue meravigliose opere: “nel mio deserto infuocato coltivo fiori bellissimi ed è sempre primavera”.

E adesso lasciamo la parola all’arte ….

Sul blog di Beppe Grillo è stato recentemente postato un articolo che fa chiarezza su alcune manovre di carattere bancario che potrebbero mutare gli assetti economici e che, se sfruttati a dovere, potrebbero essere davvero un serio volano per la nostra economia.

fuori-dall-euro

La BCE potrebbe introdurre la condizione che le banche riutilizzino la liquidità per acquistare titoli di stato a cinque anni rigorosamente a tasso zero, per finanziare in modo diverso, innovativo e etico il bilancio pubblico. Titoli di stato liberi da quei tassi di interesse che in 4 anni ci sono costati oltre 300 miliardi di euro e che rappresentano l’ennesimo strumento per trasferire ricchezza dalle tasche dei cittadini a banche, speculatori e pochi privilegiati. Questo permetterebbe di indirizzare la liquidità nell’unico canale che funziona quando la trasmissione della politica monetaria ha smesso di funzionare: la spesa pubblica, che negli ultimi anni è stata drasticamente ridotta tagliando servizi essenziali, con effetti devastanti per l’economia. Con i 90 miliardi di euro raccolti in questo modo, lo Stato italiano potrebbe realizzare una misura che avrebbe un impatto straordinario sull’economia: il reddito di cittadinanza per almeno cinque anni. Questa è la nostra controproposta: la BCE immette liquidità e contribuisce a ridurre ulteriormente i tassi di interesse, le banche finanziano la spesa pubblica senza specularci, lo Stato risparmia miliardi in interessi e fornisce un vero sostegno ai consumi e all’economia reale, che in questi 5 anni la politica monetaria non è ancora riuscita a dare.” Marco Valli, portavoce M5S Europa

FONTE proposta di Marco Valli, portavoce M5S Europa

Il Reddito di Cittadinanza, come qualsiasi altra forma di sostegno sociale da parte dello stato verso chi è in sofferenza e non per sua colpa, è forse, al momento attuale, l’unico modo di cercare una ripresa economica. Paesi come la Danimarca, dove molti docenti italiani si sono trasferiti per poter lavorare, hanno da sempre reinvestito gran parte delle risorse pubbliche nel sociale. E’ vero le tasse in Danimarca le pagano tutti, ma è anche vero che se il tasso di incidenza delle tasse è simile a quello Italiano, lo stato redistribuisce sotto forma di seri incentivi gran parte delle stesse per il sostegno delle famiglie, dei più bisognosi, della qualità della pubblica istruzione.

In Italia il ricavato delle tasse che noi versiamo va disperso in maniera così subdola che risulta difficile tenerne traccia.

Ho ricevuto una mail dal Movimento 5 Stelle, in quanto attivista dello stesso, in cui si invita tutti noi a continuare con la raccolta firme per la legge di iniziativa popolare che indice il referendum per uscire dall’euro e che sarà portata in Parlamento:  “L’obbiettivo del M5S è raggiungere UN MILIONE DI FIRME al più presto. Ce la faremo! FUORI DALL’EURO!”

Io tramite questo BLOG voglio provare a istituire una sorta di “Banchetto informativo virtuale” che non vuole assolutamente anteporsi alla informazione del sito ufficiale del MoVimento 5 Stelle, ma più umilmente corroborarne l’operato.

Volantino_con_i_Motivi_per_uscire_dall_euro2

6 Validissimi motivi per uscire dall’euro … informarsi per informare …

 

Il 3 Aprile 2014 Melania Mantarro scrive il seguente comunicato stampa a nome dei tre cittadini portavoce Iannuzzi, Simeoni, Vacciano ora espulsi dai loro gruppi parlamentari e da questo blog:

Gentile direttore o responsabile della testata giornalistica,
in qualità di portavoce in carica del MoVimento 5 Stelle desideriamo informarla, qualora non ne fosse a conoscenza, che ad oggi e fino alle prossime elezioni comunali nella città di Aprilia, non vi è alcun singolo cittadino o gruppo di cittadini, che sia in possesso della certificazione del blog, e dunque titolato a fare uso del nome e del logo ed a parlare per nome e per conto del MoVimento 5 Stelle.
E questo con particolare riferimento a numerosi articoli online e cartacei, di varie testate, in cui si fa riferimento a fantomatici rappresentanti del M5S che parlerebbero a nome appunto del MoVimento.
di seguito riportiamo alcuni link di esempio: …….

E adesso come la mettiamo ?

Attualmente il logo del M5S a Latina compare in bella effige sul sito ufficiale http://www.latina5stelle.it/ ma l’uso dello stesso era stato dato con atto notarile al cittadino Vacciano ( ore espulso )
Come mai possono ancora fregiarsi di questo logo ?
Come mai il meetup beppegrillo-256 continua ad usare il logo nonostante la mancanza di una certificazione ufficiale ?
COME MAI ?