Con la presente recepiamo e giriamo un problema sollevato da un nostro collaboratore Antonio Pierri
Visto il ruolo ricoperto dallo stesso all’interno di un Meetup di Aprilia ” Co-Organizer del Meetup Grillini Apriliani” ci chiede di voler spiegare il contenuto e la recente linea editoriale del presente Blog.
L’immagine postata ha provocato presso alcuni iscritti del Meetup in questione ( e su indicazione esplicita di componenti di un GDL locale ) la necessità di richiedere indicazioni più dettagliate verso chi ne fosse lo il destinatario.
Con la presente siamo quì a specificare che il post indicato come l’intera campagna editoriale si rivolge ai “dissidenti pentastellati” e non al GDL di Aprilia “Cittadini Pentastellati” con il quale, peraltro, recentemente è stato sancito da parte del Meetup “Grillini Apriliani” un patto di non belligeranza e di collaborazioni eventuali.
Inoltre il Blog I Rosiconi come il sito rosiconi.it non sono una voce ufficiale di alcun meetup ( sia di Aprilia che Nazionale )
La Redazione del Blog

Dedalo viveva da un pò di tempo a Creta.

Era un celebre scultore e architetto, forse originario di Atene, ed era diventato l’inventore ufficiale di Mi-nosse, il re dell’isola. Era stato lui a progettare un labirinto per tenere al sicuro il Minotauro: orribile mostro con il corpo di uomo e la testa di toro. Ma un giorno il mostro fu ucciso da Teseo, aiutato da Arianna, la figlia del re innamorata di Teseo. Mi-nosse accusò Dedalo di aver aiutato i due e lo fece imprigionare, insieme al figlioletto Icaro, di 10 anni, nella torre più alta del palazzo di C-nosso, la capitale di Creta. Padre e figlio non avevano né cibo né acqua, tranne quel po’ di rugiada che riuscivano a leccare dal davanzale, e dopo qualche giorno furono presi da una fame tremenda. Ma Dedalo escogitò un piano per fuggire. Disse a Icaro di arrampicarsi fino al soffitto, dove c’era un vecchio nido di api, e gli fece raccogliere tutti i favi e buttarli giù. Poi gli disse di strappare qualche penna a tutti i piccioni che dormivano appollaiati sulle travi e di gettargli giù anche quelle.

Dopo aver succhiato un po’ di miele dai favi, Dedalo fece sciogliere la cera concentrando i raggi di sole su una lente di ingrandimento che teneva sempre in tasca e con la cera sagomò quattro grandi ali. Poi, mentre era ancora morbida, vi infilò tutte le penne dei piccioni. Con la cintura e con i sandali costruì delle imbracature di cuoio, ed ecco pronte le ali per volare.

Il volo mortale

Padre e figlio si allacciarono le ali alla schiena, si arrampicarono sul davanzale e si lanciarono nell’aria. Era buio, a parte la luce di qualche stella.

«Urrah!» gridava Icaro, volteggiando nel cielo. «Sto volando! Guarda, papà! Sto volando!»

«Punta sempre a ovest» gli urlò il padre. «E ricorda di non spingerti troppo in alto. Guai se ti avvicini al Sole: potrebbe sciogliere la cera e farti precipitare!».

Icaro si stava talmente divertendo che non lo ascoltava neppure. Si librò fino a raggiungere le stelle. Poi puntò verso l’Orsa Maggiore. Non si accorse che Elios, il Sole, cominciava a guidare il suo grande cocchio fiammeggiante sull’orizzonte orientale. Elios diede un colpo di frusta e raggi infuocati sfrecciarono attraverso il cielo. Uno di loro toccò le ali di Icaro e la cera cominciò a colare nell’oceano. Le penne si staccarono, volteggiando lentamente intorno a lui: così l’imprudente Icaro piombò dritto nel mare, urlando al padre di salvarlo.

Il povero Dedalo lo vide affondare senza poter far nulla; poi, piangendo disperatamente il figlio perduto, riprese a volare verso la Sicilia. E le sue lacrime, via via che cadevano nell’acqua, venivano catturate dalle Nereidi e trasformate in perle di saggezza. Ancora oggi le nonne, che sanno tante cose, dicono che ogni notte lo spirito di Icaro sale dal mare e vola verso il cielo per giocare con le stelle.

Perché vi ho raccontato questa storia ?

Perche Dedalo mi ricorda Beppe Grillo ed Icaro uno qualsiasi dei pentastellati dissidenti che oggi lo contestano.

“Nessun profeta è bene accetto in patria”, questa frase è in un modo o nell’altro presente in tutti e quattro i vangeli (Matteo 13,57 – Marco 6,4 – Luca 4,24 – Giovanni 4,44), possiamo quindi essere ragionevolmente certi che Gesù l’abbia effettivamente pronunciata.

Carlo Rubbia, italianissimo Premio Nobel per la fisica, era presidente dell’Enea (Ente Nazionale delle nuove energie) e, nel 2005, l’hanno licenziato per dare il suo posto a chi?
A un elettricista!!! (che però era senatore di un parito politico).

L’erba del vicino è sempre più verde. E l’uomo vede sempre le cose distanti come “belle e buone” solo perchè non le conosce; come una donna viziata, vuole sempre quello che non ha, e una volta che l’ha ottenuto, né vuole un’altro ancora. Senza gustarsi l’essenza delle cose.
Senza andare tanto in là, basta vedere quando esce il nostro sentimento nazionale: di fronte alla tv durante una partita di Calcio. Il sentimento patrio è stato ridicolizzato e allontanato dai comunisti.

Dal vangelo secondo Marco

In quel tempo, Gesù venne nella sua patria e i suoi discepoli lo seguirono. Giunto il sabato, si mise a insegnare nella sinagoga. E molti, ascoltando, rimanevano stupiti e dicevano: «Da dove gli vengono queste cose? E che sapienza è quella che gli è stata data? E i prodigi come quelli compiuti dalle sue mani? Non è costui il falegname, il figlio di Maria, il fratello di Giacomo, di Ioses, di Giuda e di Simone? E le sue sorelle, non stanno qui da noi?». Ed era per loro motivo di scandalo.

Ma Gesù disse loro: «Un profeta non è disprezzato se non nella sua patria, tra i suoi parenti e in casa sua». E lì non poteva compiere nessun prodigio, ma solo impose le mani a pochi malati e li guarì. E si meravigliava della loro incredulità. Gesù percorreva i villaggi d’intorno, insegnando.

BEPPE GRILLO ….

Secondo me è lui oggi Nemo propheta in patria perchè viene contestato dai suoi stessi concittadini e da una buona parte della base.

Nessun perdono, nessuna ilarità, niente giustificazioni, ma solo sentimenti di tradimento per un antipolitico che si è sempre schierato con il popolo e che ha portato il Movimento ai livelli attuali.
Ora, senza nulla voler togliere ai contestatori ma questi i nomi …
Federico Pizzarotti. C’è ma é sull’uscio. La sua colpa? Essenzialmente una: più che a Grillo, il sindaco di Parma obbedisce al sindaco-ombra, ossia a sua moglie, una sarda donna tosta, un concentrato di leadership in un corpo minuto.
Cristian Iannuzzi. Deputato laziale. Sta difendendo i cinque volontari romani, grillini della prima ora, appena cacciati dai diarchia. Perciò, traballa pure lui. 

Giorgio Filosto. É il più famoso dei cinque neo-epurati, colpevoli di aver chiesto dal palco del Circo Massimo più trasparenza nel movimento e lumi sullo staff onnipotente di Casaleggio. Gli altri sono Orazio Ciccozzi, Pierfrancesco Rosselli, Daniele Lombardi. Filosto é stato l’ombra di Grillo in tutte le sue trasferte romane. Ora Beppe lo vuole ridurre ha fantasma.

Marco Fabbri. É il sindaco di Comacchio. Espulso per essere stato letto alla Provincia di Ferrara senza il permesso dei diarchi. Per di più, é amico di Pizzarotti.

Andrea Defranceschi. Capogruppo in Emilia Romagna. Coinvolto nell’inchiesta sulle interviste a pagamento. Ma soprattutto – anche lui – amico di Pizzarotti. Fuori!!!!

Marco Bosi. Capogruppo M5s a Parma. Non sopporta i “plotoni d’esecuzione”. Si candida ad esse il prossimo che ne subirà il fuoco.

Cristina De Pietro. Senatrice. É l’ultima fuoriuscita dal gruppo del Senato. Contesta la politica autoritaria e “nullista” di Grillo. Se non se ne fosse andata sua sponte, l’avrebbero spinta fuori molto presto gli ortodossi della guardia rossa (o nera) di Beppe. É la quindicesima degli eletti al Senato che abbandona il gruppo.

Luis Orellana. Verme, traditore, schifoso, Scilipoti. Questi gli epiteti per il senatore ex grillino che ha votato a favore del governo Renzi l’altro giorno.

Francesco Campanella. Senatore dei 15 passati al Gruppo Misto inseguiti dall’accusa dei fedelissimi dei diarchi pentastelluti: “Fuggite con il malloppo”. In verità, come quelli restati nel movimento 5 stelle, gli ex – da Fabrizio Bocchino a Alessandra Bencini, da Lorenzo Battista a Laura Bignami, da Monica Casaletto a Maria Mussini – per lo più continuano a devolvere parte dello stipendio ad associazioni no profit.

Ivan Zaccagnini. Deputato. É uno di quello che, prima di subire la mannaia, é fuggito. Così come altri colleghi, da Alessio Tacconi a Adele Gambaro. Zaccagnini ha appena aderito al gruppo di Sel.

Tommaso Curró. É uno dei quattro deputati in bilico. Insieme a Massimo Artini, Eleonora Bechis e Walter Rizzetto. Andranno prima via loro o verranno prima cacciati?

CHI SAREBBERO COSTORO SENZA BEPPE GRILLO E LE SUE IDEE ????

 

Consiglio utile a costoro …. ANDATE A ZAPPARE LA TERRA

 

 

 

Se semini vento raccogli tempesta, se discrimini gli altri in base alle simpatie o empatie personali rischi di fare attorno a te terreno bruciato.

La dietrologia di questo monnezza tour andrebbe studiata da uno psicologo davvero bravo.

Una delle “vittime sacrificali” degli sbalzi di umore di qualcuno dei protagonisti del succitato tour ( che poteva anche essere una buona idea ) è stato proprio il sottoscritto, che conosce bene i protagonisti, e che a un certo punto della sua vita ha deciso di non poter seguire i repentini quanto uterini cambiamenti di rotta imposti dal vertice di questo gruppetto di attivisti che, nato come un tavolo di lavoro, oggi si risveglia come un meetup.

Ma che senso ha fare ad Aprilia un terzo meetup quando ce ne sono già due ?

Monnezza Tour

Saturday, Oct 25, 2014, 9:00 AM

Location details are available to members only.

6 Iscritti Went

L’evento è un’idea nata dai Cittadini Pentastellati di Aprilia per rilanciare l’attenzione sulle politiche ambientali, contro le ultime azioni messe in campo dai governi e dalla Regione fino ad oggi.Obiettivi dell’evento:Il nostro non è dire NO a qualsiasi diavoleria spacciata per tecnologia innovativa ma vogliamo ribadire il diritto a una migli…

Check out this Meetup →

Il senso è unico ed è quello della sensazione da me provata di assenza totale di democrazia, impostazione verticistica simile a quella di consolidati partiti politici e sicuramente lontana anni luce dai buoni propositi del Movimento 5 Stelle.

Da un lato un meetup degli Attivisti con ruoli immobilizzati da tre anni, dall’altro la costola Pentastellata dilaniata dalle tipiche lacerazioni interne del Movimento 5 Stelle, e diretto in modo umorale, e poi il tanto da loro vituperato e screditato meetup dei Grillini Apriliani che ha rinnovato tutte le cariche al suo interno  nel principio dell’uno vale uno, della condivisione, della trasparenza.

Quando a Maggio predicavo il motto “Uniti si Vince” non lo dicevo per puro slogan, ma perchè in queso principio io davvero ci credo.

Intanto assistiamo all’ennesimo “FLOP” che poteva essere un successo se condiviso in maniera “trasparente” con persone che di sicuro non sono iscritte del PD.

Meditate pentastellati e …. consentitemelo …. per ora ROSICATE !!!

Oggi non è un giorno come gli altri, è un giorno differente. Sono qui a darvi conto di una constatazione… La mia maggioranza ha confermato le mie idee, una situazione che si è vista alle provinciali. Ci sono divisioni e una spirale di litigi interni che minano la buona amministrazione della città… Allora ho fatto una scelta dolorosa, personale. Una scelta che coinvolge la città, la maggioranza che mi ha sostenuto e che coinvolge la mia famiglia e i miei amici. Una scelta dolorosa ma necessaria: quella di dimettermi dall’incarico di sindaco…
…La cosa più bella è guardare in faccia le persone e avere l’onestà intellettuale di girare per la città a testa alta…Era molto più facile rimanere in piedi e tirare a campare con una forza centrifuga che mi portava in un’unica direzione. Ma io l’attaccamento alla poltrona non l’ho mai ritenuto una cosa prioritaria. Ho sempre vissuto nel rispetto delle persone che ho intorno.
Un domani la mia bimba potrà dire: questo l’ha lasciato in eredità alla mia città il mio papà. È questa la soddisfazione più grossa che mi ha spinto a fare il sindaco. E oggi mi ha spinto a dimettermi perché la voglio guardare negli occhi e non farmi mai dire che sono una persona attaccata alla poltrona e che sono una persona che cede ai giochi, ai ricatti.

Con queste parole postate sulla sua pagina Facebook il sindaco di Latina Giovanni Di Giorgi da l’addio alla sua poltrona di Sindaco.

Certo è bello leggere cosa dirà alla sua bambina ma ….. credetemi …. questo qui ora sta davvero ROSICANDO …..

Il patto di fine mandato che ha proposto alla sua (ex) maggioranza non è piaciuto e al sindaco non è rimasto che rassegnare le sue dimissioni.

La mia maggioranza ha confermato le mie idee – ha detto -, una situazione che si è vista alle provinciali. Ci sono divisioni e litigi interni che minano la buona amministrazione della città”.  “Oggi ho fatto scelta dolorosa ma che rifarei subito perché le condizioni per andare avanti non c’erano più” ha detto l’ex sindaco che ha anche tenuto a sottolineare ”ho lavorato con impegno per trasparenza e legalità e continuerò a lavorare con passione per la gente di Latina ma non così, perché io non voglio tirare a campare, può finire l’esperienza politica ma non mi interessa perché non posso rimanere incollato sulla poltrona per tenere in piedi determinate situazioni.

La debolezza dei partiti – dice Di Giorgi riferendosi al periodo attuale – ha rafforzato i singoli che rispondono a se stessi. La grossa difficoltà, oggi, quella che mi fa prendere la decisione, è parlare con i singoli che rispondono alla logica di singoli, persone che si sentono slegate dai partiti anche se fanno parte dei partiti. Perché parlare con i partiti è facile, si riesce a trovare una soluzione, ma oggi questa cornice non c’è più e se ci fosse stata non saremmo qui oggi. Senza questa cornice (dei partiti ndr)diventa una guerra tra bande, diventa una litigiosità singola dove prevarica l’interesse del sindaco e viene messo da parte l’interesse pubblico.

E ora alla gente di Latina la scelta del cambiamento …….

Parlare delle cazzate sparate dal buon Matteo è come sparare sulla crocerossa. Ma perchè gli italiani amano tanto farsi perculare ? Oggi a Roma si è parlato tanto dei 7 gol subiti da Totti e compagni e nessuno si è soffermato sulle cazzate sparate da quello li e dalle tante altre stronzate dette dal Silvio nazionale ieri sera al TG 5.

Siamo un popolo di fessi, creduloni, ingenui, e anche stronzi.

Abbiamo permesso al signor “mi consenta” di svaligiarci per tanti anni, abbiamo accolto a braccia aperte questo “perculatore”, pendiamo dalle labbra di tecnici del calcio e calciatori. E allora non prendetevela poi se vi spellano, vi derubano, vi perculano perchè ve lo state cercando voi. Italiani sveglia ????? ma che cosa dico se viviamo in un paese di raccomandati, dove per uno che lavora ce ne sono 7 che ti perculano, dove chi commette reati seri non va in galera ed io pago una multa per eccesso di velocità di 2 KM ….. Un paese dove ho votato Movimento 5 Stelle credendo nella democrazia diretta ma …….. di direttissima ho visto solo i processi sommari con cui si espellono le persone, si additano i rivali di personalismi, si spaccano i gruppi in nome dell’uno che vale uno ….. Ma che cosa vuol dire UNO VALE UNO ? Se sei capra ed io ti aiuto a crescere ma tu continui solo a belare ….. o io mi fermo ad aspettarti, e alla fine belo anch’io, oppure proseguo dritto ma ………. non sono più da MoVimento. CREDETEMI NON CI HO CAPITO NULLA e quindi ROSICO.

Pensioni in ritardo e tasse retroattive: le insidie della legge di Stabilità

PENSIONI DIFFERITE – Tra una stretta su fondazioni e fondi pensione, sgravi per partite Iva e figli, uno stop all’Irap sul lavoro e zero contributi nei primi tre anni per le imprese che assumono, il Tfr (volontario) in busta paga anticipato dalle banche al tasso del 2,6%, la sgradita sorpresa su milioni di famiglie (che vivono a mala pena con la stentata quiescenza), che vedranno slittare l’accredito delle pensioni di 10 giorni.
“Spostare di 10 giorni l’accredito della pensione al 10 del mese – si legge sempre nel comunicato -, è una cattiveria di Matteo Renzi per milioni di famiglie, che vivendo solo di pensione con figli e nipoti disoccupati, fungono da ammortizzatori sociali per le rate dei mutui, le bollette ed altre scadenze tarate per ogni fine mese, che dovranno così cadere nelle fauci dei banchieri pagando alle banche la ‘tassa sul rosso’,la Civ (Commissione di istruttoria veloce) dovuta se si esce dal fido, o si va in rosso senza avere un fido, pagata quando si sconfina oltre i 500 euro, oppure quando è d’importo minore, della durata di 7 sette giorni, che per le famiglie superano i 50 euro, ed il 10% seco aggiuntivo di interessi (85 euro per le imprese), vero e proprio ‘pizzo’ sui correntisti che sforano.
La scusa di uniformare i pagamenti delle pensioni miserabili a quelle dei dipendenti pubblici Inpdap pagati il 10 di ogni mese, è una sadica giustificazione che non tiene conto della crisi e delle sofferenze di milioni di famiglie cadute sotto la soglia di povertà, che riescono ancora a difendere la loro dignità. Per questo Adusbef e Federconsumatori chiedono al Governo, di ripensarci.

Gentilissimo Sig. Sindaco

La seguente per manifestare il mio dissenso come cittadino per l’aumento delle bollette di “ACQUALATINA ” dovute al ricalcolo del costo dell’acqua a partire da gennaio 2014, con effetto retroattivo dall’Amministrazione passata più la maggiorazione dovuta alla recente approvazione della nuova articolazione tariffaria, approvata dalla Conferenza dei Sindaci lo scorso Agosto.

Ma perchè a pagare dobbiamo essere sempre noi ?

Dov’è il tanto reclamizzato miglioramento del servizio e il tanto propagandato potenziamento della rete idrica che ha giustificato i precedenti aumenti tariffari ?

Ma ad Aprilia l’acqua è un lusso per pochi ?

Come possono le famiglie sostenere tali aumenti che incidono sul budget familiare ?

Oggi sto davvero ROSICANDO ….

 

Saluti cordiali

Antonio Pierri

La domanda che sorge spontanea dopo gli ultimi avvenimenti di politica nazionale e non è la seguente :

Ma voi affidereste una ferrari ad uno che non è un pilota ?

La risposta che parrebbe scontata forse tanto scontata non è in quanto talvolta l’arrivismo la fa da padrona e il servo “da servo diventa padrone”.

E, come nel celebre intermezzo buffo di Giovan Battista Pergolesi, Serpina con un sotterfugio aiutata da Vespone sposa Umberto il suo padrone e, finalmente, da serva diventa padrona.

Nel PD come in altre piccole realtà questo è accaduto ed un semplice sindaco, che non è stato neppure eletto dal popolo, diventa Presidente del Consiglio e un capo corrente che in due anni non ha saputo fare granchè accentra su di se e sui suoi testa di legno cariche fondamentali del suo gruppo.

Ma la domanda che mi pongo e che vi pongo è la seguente ….. Chi comanda di più un comandante di se stesso e due amici al bar oppure chi ottiene il consenso della gente ?

Agli elettori la risposta e …. nel frattempo …. siamo a guardare dove andranno a sbattere ( atteso che ci andranno )

 

Ciao, scusate se non mi presento, ma malgrado abbia quasi raggiunto la soglia dei 40 anni, nessuno mi ha mai dato un nome.

Contrariamente ad altri miei più blasonati fratelli, ben pochi si curano di me per dovere o per piacere, come volontari.

Non chiedo di stare sempre sotto la luce dei riflettori come altri miei simili (vedi ad esempio il Manaresi), ma almeno un po’ di luce la vorrei, magari riparando molti dei miei lampioni spaccati e ripristinando quelli inesistenti.

Il mio pavimento è disconnesso in più punti, dove non è addirittura mancante e l’erba ci cresce indisturbata quasi ovunque. Sapete, io non  mi faccio mancare proprio nulla di ciò che potrebbe contraddistinguermi negativamente, dai pozzetti senza chiusini pericolosamente mimetizzati nell’erba come delle trappole ai muretti con parti divelte. Ironia della sorte, il nome della via in cui mi trovo stride con quello che è il mio stato di degrado infatti, sono un parco e mi trovo in via del Progresso!

Andrea Ragusa per l’area verde anonima di via del Progresso