Paolo Borsellino:

“Un politico in odor di mafia ANCHE SE NON CONDANNATO non va candidato.”

Attilio Bolzoni, inviato di Repubblica, racconta gli anni delle stragi trent’anni dopo. Torna a Palermo e ripercorre le strade dove furono ammazzati Pio La Torre, Carlo Alberto dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ha racchiuso le loro storie in un libro (Uomini soli ed. Melampo) e in questo film documentario di Paolo Santolini.

( FONTE http://www.arcoiris.tv/scheda/it/15671/ )

La politica non deve agganciarsi ad atti formali nel giudizio, ma a una valutazione autonoma dei fatti. Si può cacciare uno che è innocente o tenerlo se è colpevole. Sono due valutazioni diverse: una è politica, l’altra di giustizia. Molte volte non c’è bisogno di aspettare la sentenza per far scattare la responsabilità politica, ma in questo Paese non avviene mai, neanche di fronte ai casi evidenti

(FONTE https://infosannio.wordpress.com/2017/02/14/cara-ti-amo-leditoriale-di-marco-travaglio/ )

I Meetup non sono il MoVimento 5 stelle, e per fortuna direi, perché per essere certificati bisogna davvero meritarselo. Ci sono dei requisiti di rettitudine, sopratutto morale, dai quali non si dovrebbe mai prescindere. Quando vedo dei falsi leader litigare per spartire il numero di candidati da mettere in lista mi viene proprio da vomitare. Questo accade e, purtroppo,  va denunciato anche a discapito della presenza di una lista certificata in territori dove si introducono prepotentemente dei personaggi che tutto sono fuorché veri “attivisti”. Soluzioni migliori non ce ne sono se non quella di votare e aiutare alle amministrative quelle persone che sappiamo essere davvero oneste e non gentucola che col favor rei di un simbolo adesso in auge ambisce a ricoprire poltrone facilmente. Non è per fortuna tutto nero ma in molti comuni per il bene del MoVimento lo staff di Grillo e Casaleggio dovrebbe impedire che si certifichino listucole fatte da opportunisti e prezzolati. Questo è capitato a Latina dove, difronte a una situazione decisamente ambigua, nonostante una probabile affermazione alle amministrative, lo staff di Grillo e Casaleggio non ha concesso l’uso del simbolo. Stessa cosa accadrà ad Aprilia dove nei meetup è fortissima la contaminazione di fattori estranei al MoVimento e molto lontani dai suoi principi. Me ne farò una ragione e al momento del voto, a meno di scelte calate dall’alto, deciderò di appoggiare quelle persone oneste che sono per fortuna ancora presenti nel nostro territorio ma che si tengono, per le ragioni di cui sopra, a debita distanza dai meetup locali .

Mi sono svegliato stamattina con la sorpresa che a vincere il festival di Sanremo 2017 è stato il pezzo Occidentali’s Karma.

Detto che ho provato a comprenderne il testo senza riuscirvi vi invito a leggere e a provare di comprendere ….

 

Essere o dover essere
il dubbio amletico contemporaneo
come l’uomo del neolitico
nella tua gabbia 2×3 mettiti comodo
intellettuali nei caffè, internettologi
soci onorari del gruppo dei selfisti anonimi

L’intelligenza è démodé
risposte facili, dilemmi inutili
AAA cercasi (cerca si)
storie dal gran finale
sperasi (spera si)
comunque vada panta rei
and singing in the rain

Lezioni di Nirvana
c’è il Buddha in fila indiana
per tutti un’ora d’aria, di gloria
la folla grida un mantra
l’evoluzione inciampa
la scimmia nuda balla
occidentali’s karma
occidentali’s karma
la scimmia nuda balla
occidentali’s karma

Piovono gocce di Chanel
su corpi asettici
mettiti in salvo
dall’odore dei tuoi simili
tutti tuttologi col web
coca dei popoli
oppio dei poveri
AAA cercasi (cerca si)
umanità virtuale
sex appeal (sex appeal)
comunque vada panta rei
and singing in the rain

Lezioni di Nirvana
c’è il Buddha in fila indiana
per tutti un’ora d’aria, di gloria
la folla grida un mantra
l’evoluzione inciampa
la scimmia nuda balla
occidentali’s karma
occidentali’s karma
la scimmia nuda balla
occidentali’s karma

Quando la vita si distrae
cadono gli uomini
occidentali’s karma
occidentali’s karma
la scimmia si rialza
namastè alè

Lezioni di Nirvana
c’è il Buddha in fila indiana
per tutti un’ora d’aria, di gloria
la folla grida un mantra
l’evoluzione inciampa
la scimmia nuda balla
occidentali’s karma
occidentali’s karma
la scimmia nuda balla
occidentali’s karma

qualche “dotto” la spiega così ….

Il significato: “Occidentali” non identifica l’occidente geografico o l’uomo occidentale, ma il modello culturale occidentale e gli effetti sull’uomo contemporaneo. Occidentali’s Karma è uno spaccato sulla contemporaneità. Le nostre azioni, le nostre scelte, tracciano quello che possiamo chiamare destino o Karma. Protagonista è l’uomo, che, pur presentandosi in giacca e cravatta, non sembra essere tanto cambiato dal suo progenitore che viveva nelle caverne e che, spogliato delle sue sovrastrutture, si presenta per quello che è, ovvero una scimmia nuda.

Io continuo a chiedermi ….. “La scimmia nuda balla …. ma cosa significa ?”

 

Quando ero giovane, io ebbi un’esperienza simile a quella di molti altri: pensavo di dedicarmi alla vita politica, non appena fossi divenuto padrone di me stesso. Or mi avvenne che questo capitasse allora alla città: il governo, attaccato da molti, passò in altre mani, e cinquantun cittadini divennero i reggitori dello stato. Undici furono posti a capo del centro urbano, dieci a capo del Pireo, tutti con l’incarico di sovraintendere al mercato e di occuparsi dell’amministrazione, e, sopra costoro, trenta magistrati con pieni poteri. Tra costoro erano alcuni miei familiari e conoscenti, che subito mi invitarono a prender parte alla vita pubblica, come ad attività degna di me. Io credevo veramente (e non c’è niente di strano, giovane come ero) che avrebbero purificata la città dall’ingiustizia traendola a un viver giusto, e perciò stavo ad osservare attentamente che cosa avrebbero fatto. M’accorsi così che in poco tempo fecero apparire oro il governo precedente: tra l’altro, un giorno mandarono, insieme con alcuni altri, Socrate, un mio amico più vecchio di me, un uomo ch’io non esito a dire il più giusto del suo tempo, ad arrestare un cittadino per farlo morire, cercando in questo modo di farlo loro complice, volesse o no; ma egli non obbedì, preferendo correre qualunque rischio che farsi complice di empi misfatti. Io allora, vedendo tutto questo, e ancor altri simili gravi misfatti, fui preso da sdegno e mi ritrassi dai mali di quel tempo. Poco dopo cadde il governo dei Trenta e fu abbattuto quel regime. E di nuovo mi prese, sia pure meno intenso, il desiderio di dedicarmi alla vita politica. Anche allora, in quello sconvolgimento, accaddero molte cose da affliggersene, com’è naturale, ma non c’è da meravigliarsi che in una rivoluzione le vendette fossero maggiori. Tuttavia bisogna riconoscere che gli uomini allora ritornati furono pieni di moderazione. Se non che accadde poi che alcuni potenti intentarono un processo a quel mio amico, a Socrate, accusandolo di un delitto nefandissimo, il più alieno dall’animo suo: lo accusarono di empietà, e fu condannato, e lo uccisero, lui che non aveva voluto partecipare all’empio arresto di un amico degli esuli d’allora, quando essi pativano fuori della patria. Vedendo questo, e osservando gli uomini che allora si dedicavano alla vita politica, e le leggi e i costumi, quanto più li esaminavo ed avanzavo nell’età, tanto più mi sembrava che fosse difficile partecipare all’amministrazione dello Stato, restando onesto. Non era possibile far nulla senza amici e compagni fidati, e d’altra parte era difficile trovarne tra i cittadini di quel tempo, perché i costumi e gli usi dei nostri padri erano scomparsi dalla città, e impossibile era anche trovarne di nuovi con facilità. Le leggi e i costumi si corrompevano e si dissolvevano straordinariamente, sicché io, che una volta desideravo moltissimo di partecipare alla vita pubblica, osservando queste cose e vedendo che tutto era completamente sconvolto, finii per sbigottirmene. Continuavo, sì, ad osservare se ci potesse essere un miglioramento, e soprattutto se potesse migliorare il governo dello stato, ma, per agire, aspettavo sempre il momento opportuno, finché alla fine m’accorsi che tutte le città erano mal governate, perché le loro leggi non potevano essere sanate senza una meravigliosa preparazione congiunta con una buona fortuna, e fui costretto a dire che solo la retta filosofia rende possibile di vedere la giustizia negli affari pubblici e in quelli privati, e a lodare solo essa. Vidi dunque che mai sarebbero cessate le sciagure delle generazioni umane, se prima al potere politico non fossero pervenuti uomini veramente e schiettamente filosofi, o i capi politici delle città non fossero divenuti, per qualche sorte divina, veri filosofi. (Platone, Lettera VII, 324b-326b)

La parola foiba deriva dal latino fovea, fossa: si tratta di profonde voragini rocciose che le popolazioni slovene e croate del carso triestino utilizzavano come discariche, gettandovi rifiuti quali carcasse di animali, scarti di lavorazione, oggetti rotti. Ecco allora che le foibe non vengono scelte a caso come luogo per lo sterminio degli italiani: gettare gli italiani nelle voragini significa mostrare loro tutto il disprezzo possibile, trattandoli come rifiuti.
Migliaia e migliaia di persone morirono in quelle fosse (in Istria sono state trovate più di 1.700 foibe), alcune gettate nel baratro dopo una veloce esecuzione, altre dopo essere state torturate con metodi da far invidia ai nazisti più feroci, altre ancora addirittura vive, lasciate a morire duecento metri sottoterra circondate di cadaveri. Un conto preciso delle vittime è impossibile: secondo alcune fonti gli italiani sterminati furono dai 4 ai 6mila, per altre addirittura 10 o 20mila. Alcuni finirono fucilati, altri morirono nei campi di concentramento. Per la maggior parte, però, si aprirono le porte dell’inferno: le foibe.

 

“Mi fecero marciare sulle sterpaglie a piedi nudi, legato col filo di ferro ad un amico che dopo pochi passi svenne e così io, camminando, me lo trascinavo dietro. Poi una voce in slavo gridò: “Alt!”. Abbassai lo sguardo e la vidi: una fessura profonda nel terreno, come un enorme inghiottitoio. Ero sull’orlo di una foiba. Allora tutto fu chiaro: era arrivato il momento di morire.”

Furono migliaia gli italiani della Venezia Giulia, dell’Istria e della Dalmazia che, tra il maggio e il giugno 1945, vennero uccisi dai partigiani di Tito, gettati nelle tipiche fenditure carsiche, le foibe, o deportati nei campi sloveni e croati, dove morirono di stenti e malattie. Le vittime furono collaborazionisti e repubblichini, membri del Cnl, partigiani, comunisti, e soprattutto cittadini comuni travolti dal clima di violenza.

La prima ondata di violenza esplode subito dopo la firma dell’armistizio dell’8 settembre 1943: in Istria e in Dalmazia i partigiani slavi si vendicano contro i fascisti e gli italiani non comunisti. Torturano, massacrano, affamano e poi gettano nelle foibe circa un migliaio di persone. Li considerano ‘nemici del popolo?. Ma la violenza aumenta nella primavera del 1945, quando la Jugoslavia occupa Trieste, Gorizia e l’istria. Le truppe del Maresciallo Tito si scatenano contro gli italiani. A cadere dentro le foibe ci sono fascisti, cattolici, liberaldemocratici, socialisti, uomini di chiesa, donne, anziani e bambini. Lo racconta Graziano Udovisi, l’unica vittima del terrore titino che riuscì ad uscire da una foiba. È una carneficina che testimonia l’odio politico-ideologico e la pulizia etnica voluta da Tito per eliminare dalla futura Jugoslavia i non comunisti. La persecuzione prosegue fino alla primavera del 1947, fino a quando, cioè, viene fissato il confine fra l’Italia e la Jugoslavia. Ma il dramma degli istriani e dei dalmati non finisce.

Nel febbraio del 1947 l’italia ratifica il trattato di pace che pone fine alla Seconda guerra mondiale: l’Istria e la Dalmazia vengono cedute alla Jugoslavia. Trecentocinquantamila persone si trasformano in esuli. Scappano dal terrore, non hanno nulla, sono bocche da sfamare che non trovano in Italia una grande accoglienza. La sinistra italiana li ignora: non suscita solidarietà chi sta fuggendo dalla Jugoslavia, da un paese comunista alleato dell’uRSS, in cui si è realizzato il sogno del socialismo reale. La vicinanza ideologica con Tito è, del resto, la ragione per cui il PCI non affronta il dramma, appena concluso, degli infoibati. Ma non è solo il PCI a lasciar cadere l’argomento nel disinteresse. Come ricorda lo storico Giovanni Sabbatucci, la stessa classe dirigente democristiana considera i profughi dalmati ‘cittadini di serie B?, e non approfondisce la tragedia delle foibe. I neofascisti, d’altra parte, non si mostrano particolarmente propensi a raccontare cosa avvenne alla fine della seconda guerra mondiale nei territori istriani. Fra il 1943 e il 1945 quelle terre sono state sotto l’occupazione nazista, in pratica sono state annesse al Reich tedesco.

Per quasi cinquant’anni il silenzio della storiografia e della classe politica avvolge la vicenda degli italiani uccisi nelle foibe istriane. È una ferita ancora aperta ‘perché, ricorda ancora Sabbatucci, è stata ignorata per molto tempo?. Il 10 febbraio del 2005 il Parlamento italiano ha dedicato la giornata del ricordo ai morti nelle foibe.

Si parla sempre delle stesse persone ma nel M5S esistono tanti ragazzi in gamba: Silvia Benedetti, nata a PADOVA, il 24 ottobre 1979, laurea in scienze biologiche, ha di recente preso una dura posizione contro la legge sui disturbatori intenzionali dei cacciatori approvata dalla Regione Veneto. Questa legge approderà a Roma e la deputata del Movimento 5 Stelle, Silvia Benedetti, ha diffuso un comunicato con il quale chiede al governo di impugnarla.

“La legge voluta dall’assessore Berlato -scrive Benedetti- per favorire la lobby dei suoi amici cacciatori a scapito dei diritti di tutti i cittadini è stata pubblicata quindi chiunque può leggerla per rendersi conto che è palesemente anticostituzionale. Ho appena depositato una interpellanza urgente per chiedere al Governo che proceda con la impugnazione. La spregiudicatezza di questa classe politica che governa il Veneto va assolutamente frenata.” Così la deputata Silvia Benedetti (M5S) riguardo la legge regionale del Veneto 17 gennaio 2017 n. 1 pubblicata nel Bur Regione Veneto n. 8 Anno XLVIII del 17 gennaio 2017, che introduce il reato di disturbo dell’attività venatoria, punibile con sanzioni amministrative fino a 3.600 euro.

Questa legge viola palesemente: l’articolo 17 della Costituzione, che tutela il “diritto dei cittadini di riunirsi pacificamente e senz’armi”, l’articolo 21 che garantisce a tutti il “ diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione”, il principio di uguaglianza di cui all’articolo 3, l’art. 42 che riconosce e garantisce la proprietà privata ed i suoi usi legittimi e l’art. 117, comma 1, lett. s, sulla tutela dell’ambiente e degli ecosistemi. E’ talmente evidente la violazione che abbiamo ragione di credere che il Governo impugnerà la legge, come richiesto dalle maggiori associazioni ambientaliste.”

Spiega Benedetti.

“Poi c’è la parte relativa alle sanzioni che fa riflettere, perché se è vero che quelle previste per la violazione dell’articolo 660 del codice penale riguardo comportamenti di petulanza o disturbo in luogo pubblico arrivano a massimo 516 euro, mentre qui si raggiungono cifre spropositate di migliaia di euro,dobbiamo concludere che chi ha ideato un simile obbrobrio è solo preda di manie di grandezza e non conosce il senso de limite”.

(FONTE http://www.tviweb.it/veneto-m5s-punta-fucile-la-nuova-legge-regionale-sulla-caccia/)

Di seguito il link dove potrete trovare il dettaglio della sua attività parlamentare

http://www.camera.it/leg17/29?tipoAttivita=attivita&tipoVisAtt=&tipoPersona=&shadow_deputato=305604&idLegislatura=17

TUTTO QUELLO CHE LA RAGGI (COMUNE DI ROMA) HA FATTO

“Elenco di quello che Virginia e la sua Giunta hanno realizzato (e forse mal comunicato).
Se vi va, date una letta. Tutti i dati sono disponibili presso il sito del Comune di Roma.
Non credo sia tutto. Penso di aver tralasciato qualcosa (adesso, ad esempio, mi viene in mente il ripristino e la pulizia straordinaria delle due sponde del fiume Tevere, nel suo percorso cittadino, realizzato proprio agli inizi del suo mandato. Vabè, nessuno è perfetto)

Si parte:
1) Stanziati oltre 366 milioni di euro per il trasporto pubblico locale.
2) Abbassato la tariffa sui rifiuti con un risparmio in bolletta per i romani compreso tra l’1,5% e il 2%.
3) Congelato le tariffe dei servizi pubblici a domanda individuale.
4) individuato fondi per 10 milioni di euro che verranno distribuiti ai Municipi per interventi su strade e viabilità.
5) Investito sulle politiche sociali per la famiglia più risorse per 39 milioni di euro.
6) Tagli consistenti su spesa per i servizi istituzionali, generali e di gestione.
7) Stipulati 33 contratti relativi all’attività di staff di sindaco e assessori, per una spesa complessiva di poco più di 1 milione e 800mila euro, rispetto ai 124 contratti a tempo determinato per dirigenti esterni, e 187 contratti per staff Sindaco e assessori stanziati dalle precedenti amministrazioni negli anni 2012-2015: spesa complessiva del periodo ammontante a ben 29.606.617,45 euro (oltre 7 milioni e 400mila euro l’anno).
8) Attivi i primi 21 varchi elettronici della Ztl Anello Ferroviario: stop ai torpedoni turistici senza permesso. Entro il 2017 verranno realizzati ulteriori 53 varchi Ztl grazie a fondi europei.
9) Abusivismo commerciale. Solo nel mese di ottobre sono stati effettuati oltre 1000 controlli al giorno ed elevate multe per un controvalore di circa 3,3 milioni di euro. Nel mirino la filiera della contraffazione, racket della criminalità a spiccato danno erariale: oltre 31.400 controlli effettuati solo a ottobre in tutti i Municipi, con 1.607 sequestri amministrativi e 646 sanzioni emesse.
10) Adesione al Sistema Pubblico di Identità Digitale (SPID) grazie al quale l’accesso ai servizi online di Roma Capitale avverrà con un unico nome utente e un’unica password, senza bisogno di ulteriori registrazioni.
11) Aperta al pubblico, per la prima volta, l’area archeologica del Circo Massimo, il più grande edificio, per lo spettacolo, dell’antichità.
12) Il 1° dicembre è partito il nuovo servizio di raccolta a domicilio di rifiuti ingombranti, elettrici ed elettronici, che è gratuito per le utenze domestiche con il ritiro al piano strada.
13) Approvata dalla Giunta capitolina delibera che prevede l’obbligo di tracciabilità dei rifiuti dei cantieri edili. Provvedimento contro il fenomeno diffuso dello smaltimento abusivo di rifiuti edili.
14) Entrato in vigore il piano freddo. Impegnata una cifra superiore al milione di euro, oltre 250.000 euro in più rispetto allo scorso anno. Impegnati anche i fondi derivanti da un bene confiscato alla criminalità: oltre 500 i posti messi a disposizione in varie modalità dai diversi centri che garantiscono accoglienza.
15) Linea 51 è diventata Express, potenziando il collegamento tra il capolinea della metro C Lodi, le linee metro A e B, le linee tramviarie 3 e 8 e il centro storico di Roma.
16) Nuova corsia preferenziale realizzata in via Emanuele Filiberto.
17) politiche abitative, temporaneamente sospesi gli spostamenti delle famiglie dai Caat, i Centri di assistenza alloggiativa temporanea. Contestualmente è stata disposta l’riapertura dei termini per la presentazione delle richieste per il Buono Casa fino al 31 gennaio 2017.
18) Avviati operazione “strade pulite”, “piano foglie” e “piano caditoie” che prevede pulizia e spazzamento straordinari di strade, principali e secondarie, grazie anche allo spostamento delle automobili e ai divieti di sosta temporanei e alternati tra varie aree della città. Sul sito di Roma Capitale è stata aperta apposita sezione “Strade pulite” dove i cittadini possono seguire l’andamento dei lavori tramite un elenco di strade aggiornato periodicamente.
19) Servizi di pulizia dei bus del trasporto pubblico locale. Verrà effettuata all’interno dei mezzi utilizzando i minuti di sosta della vettura prima della ripartenza dai principali capolinea della rete Atac. Attività che si aggiunge a quella ordinaria che si svolge normalmente di notte. Un ‘pit stop’ di pulizia per i bus prima di ripartire per il servizio.
20) Il Campidoglio procede all’assunzione di 191 unità di personale, individuate tra i vincitori del maxi-concorso, come stabilito da una delibera approvata dalla Giunta. I dipendenti che entreranno a far parte dell’amministrazione si aggiungono ai 485 vincitori del cosiddetto “concorsone” per i quali a ottobre erano state sbloccate le assunzioni, che si perfezioneranno sempre entro l’anno.
21) Pagato il salario accessorio ai dipendenti capitolini bloccati da oltre sei anni dalle precedenti amministrazioni.
22) Potenziato servizio di raccolta rifiuti durante le feste natalizie: 55mila cassonetti svuotati sistematicamente. Solo nella giornata del 26 dicembre 2016 i 2500 mezzi e le unità di personale AMA hanno raccolto 2.852 tonnellate di rifiuto indifferenziato.
23) Definitiva pedonalizzazione dei Fori Imperiali durante le domeniche e i festivi.
24) Avviato bando per l’acquisto di 15 nuovi bus grazie alle risorse del Giubileo, dopo lo sblocco dalle l’arrivo tra le strade di Roma dei nuovi 150 bus Urbanway, che sarà completato entro febbraio 2017
25) Dal 1 gennaio 2017 i cittadini over 70 con reddito Isee fino a 15mila euro potranno usufruire gratuitamente degli abbonamenti Atac durante tutto l’anno.
26) Assegnato l’appalto di servizio per la manutenzione del verde orizzontale adiacente le piste ciclopedonali. Gli interventi termineranno entro il 31 dicembre 2016 e copriranno una superficie complessiva di 62,8 km. L’elenco completo dei lavori sarà consultabile sul portale di Roma Capitale e verificare, in tempo reale, eventuali variabili in corso d’opera dovute ad eventi non prevedibili come emergenze e fattori climatici avversi.
27) Rilancio e valorizzazione delle stazioni della metropolitana dal titolo “Adotta una stazione”. La street art ha dato linee, colore e forme artistiche ad alcune stazione della Metropolitana. Pulite le aree di accesso ed eliminati adesivi e scritte vandaliche. Il fine è quello di prendersi cura delle stazioni e trasformarle con il contributo di artisti, esperti di arte e di architettura.
28) Riqualificazione delle periferie romane con un investimento di 18 milioni di euro. Roma Capitale si è aggiudicata i finanziamenti del “Bando Periferie 2016” messi a disposizione dal Governo che ha riconosciuto la validità dei progetti presentati alla fine della scorsa estate.
Gli interventi seguiranno una precisa visione della città: ricucire il tessuto urbano esistente senza ulteriore consumo di suolo, perché il territorio non resti vittima dalle speculazioni che lo hanno devastato in passato.
I progetti puntano a recuperare gli spazi pubblici di quartiere, come piazze, parchi e giardini; rigenerare e riaprire ai cittadini alcuni forti storici; favorire lo sviluppo delle Pmi nelle zone periferiche; promuovere la sicurezza delle strade e la mobilità sostenibile; realizzare iniziative innovative.
29) A febbraio sono riprese le attività di rifacimento del manto stradale nei tratti più disastrati delle principali arterie della città e prosegue l’attività della task force anti-buche potenziata dal Campidoglio con squadre di controllo in ogni Municipio per monitorare capillarmente le strade e la qualità dei lavori.
In due settimane, dal 15 al 31 dicembre, la manutenzione ordinaria delle strade di grande viabilità su tutto il territorio di Roma Capitale ha consentito la riparazione di oltre 400 buche. Le zone coinvolte vanno dal centro alle periferie e comprendono via Casal di Marmo, piazza Verbano, Lungotevere Cadorna, Lungotevere della Vittoria, o ancora via Cassia, via della Storta, via Flaminia, via Battistini, via Trionfale, o la centralissima piazza del Popolo.
30) Avviato con Atac l’operazione “Tram puliti”. Un piano di pulizia straordinaria con una sanificazione dei convogli ed lavaggi esterni. L’azione mira a mantenere un alto standard qualitativo di decoro. Una priorità per rendere più gradevole l’utilizzo dei mezzi in circolazione, contribuire a migliorare l’immagine della città per un concreto segnale di cambiamento e di ammodernamento.
31) Prosegue l’impegno rivolto in favore dell’ambiente e della mobilità sostenibile. Due i temi per migliorare la qualità della vita. Sbloccato l’iter per realizzare una pista ciclabile di 3,6 chilometri in via Nomentana, da Porta Pia a via Valdarno. Si collegherà con quella già esistente che costeggia l’ansa dell’Aniene. Il progetto esecutivo è a buon punto, sarà consegnato entro febbraio. E’ arrivato anche il via libera dalla Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per il Comune di Roma. I lavori potrebbero partire già a settembre. Un nuovo tassello che andrà a comporre il mosaico del Grab, il Grande Raccordo Anulare per le Biciclette. Con le risorse che deriveranno da un eventuale ribasso di gara realizzeremo un allungamento del percorso ciclabile: da una parte fino a piazza Venezia, dall’altra fino a piazza Sempione.
32) E’ partita anche l’iniziativa di trasporto intermodale. Su 16 linee Atac di bus e tram è possibile portare a bordo la propria bicicletta. Tale servizio sarà esteso ad un numero maggiore di mezzi di trasporto pubblico.
33) A seguito di un esposto presentato dal Movimento 5 Stelle è stata aperta una indagine per una truffa da 14 milioni di euro in merito al piano di zona B50 Monte Stallonara. Si fa chiarezza su quanto accaduto. La Sindaca prenderà seri provvedimenti per riportare la legalità dove finora è mancata.
34) L’Assessore all’Urbanistica di Roma Capitale Paolo Berdini ha avviato, venerdì 20 gennaio, il procedimento di revoca della convenzione per la concessione del diritto di superficie del Piano di Zona Tor Vergata D3/Comparto K3, sottoscritta da Roma Capitale e la società cooperativa Edilizia Lega San Paolo Auto. La conclusione dell’iter procedurale comporterà il rientro degli immobili in oggetto nel pieno possesso dell’amministrazione capitolina. Del provvedimento sono state informate le Autorità amministrative e giudiziarie competenti.
35) La Giunta capitolina ha deciso di intervenire per il recupero dei nuclei di edilizia ex abusiva di Via Ardeatina-Villa Balbotti e Via di Santa Fumia. Inoltre è stato stabilito che si interverrà sul piano di recupero urbanistico di Ponte Linari-Campo Romano. Obiettivo delle decisioni prese è portare infrastrutture di urbanizzazione primaria e servizi pubblici in aree residenziali nate abusivamente e abbandonate per 40 anni, creare delle comunità e ricucire con il tessuto urbano cittadino zone che hanno vissuto una realtà di isolamento.
36) Lotta all’abusivismo in tutte le sue forme. Nelle linee guida del nuovo ‘piano sicurezza’ della Capitale sono state date disposizioni al Comandante della Polizia di Roma Capitale affinché venga intensificato il contrasto ai fenomeni dei parcheggiatori abusivi, della sosta selvaggia e delle doppie file. Un aumento della videosorveglianza e della presenza dei vigili sul territorio. L’obiettivo è riavvicinare l’istituzione al suo territorio e ai cittadini romani, sempre più bisognosi di risposte certe alla pressante domanda di legalità e sicurezza.
37) Prosegue l’attività di contrasto al fenomeno dell’abusivismo commerciale. Aumentati considerevolmente i controlli. Dopo i lusinghieri risultati del mese di ottobre, nel solo mese di novembre sono state elevate 46mila sanzioni per oltre 3 milioni e mezzo di euro di incasso. Raddoppiati i controlli anche per arginare il fenomeno dell’abusivismo ricettivo; sul territorio romano, infatti, si contano oltre 6mila strutture turistiche abusive. Per il turismo, grande risorsa della città con 6 miliardi di euro di indotto e circa 170mila occupati.
38) La Giunta è impegnata, assieme alle associazioni di categoria, nel piano di lancio di un Convention Bureau per potenziare l’attrazione nella Capitale del turismo congressuale.
39) Salvati tutti i fondi stanziati per il Giubileo e aggiunte più risorse per restituire pienamente ai cittadini piazza Vittorio, con 375mila euro che si agiungeranno ai 2,5 milioni già in programma; per riqualificare l’Appia Antica, con ulteriori 200mila euro agli oltre 1,35 milioni già previsti. Un risultato che è stato raggiunto grazie all’impegno della giunta e del gruppo dei consiglieri M5S in Assemblea capitolina, la quale in settimana ha approvato la delibera sulla relativa variazione di bilancio.
40) L’Assessorato alla Sostenibilità Ambientale, con la Fondazione Bioparco, ha organizzato il trasporto di 15 tonnellate di fieno ad Accumoli (Rieti), con l’obiettivo di fornire un supporto agli allevatori di uno dei comuni più colpiti.
41) Grazie ad una linea di finanziamento aperta con Cassa Depositi e Prestiti, la Giunta ha stanziato oltre 47 milioni di euro per la messa in sicurezza delle scuole in tutti i municipi della città.
42) Giovedì 24 novembre si è svolta “Solidarietà inMensa”. Una speciale raccolta di fondi promossa dal Campidoglio e realizzata con la distribuzione nelle mense scolastiche di Roma di un menu solidale a base di prodotti tipici della regione, tra Lazio e Marche, colpita dal terremoto. Parte del ricavato, circa 26mila euro, verrà destinato alle mense scolastiche di Amatrice. All’iniziativa hanno partecipato tutti i plessi scolastici della Capitale (circa 800). Un gesto importante per ricostruire uno spirito di comunità: quando qualcuno è in difficoltà, in questo caso gli abitanti di Amatrice, i nostri bambini, più fortunati, possono aiutare i loro coetanei anche con un piccolo gesto. Nessuno rimarrà indietro.
43) Approvato il bilancio preventivo triennale prima della scadenza fissata dal Governo. Ciò consente a Roma Capitale di attingere ai 15 milioni di euro di premialità. E’ la prima volta negli ultimi dieci anni, che il Comune di Roma approva il bilancio di previsione ento i termini di legge.”

Si parla sempre delle stesse persone ma nel M5S esistono tanti ragazzi in gamba. Patrizia Terzoni alle elezioni politiche del 2013 viene eletta deputata della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione XIV Marche per il Movimento 5 Stelle. All’interno della Camera dei Deputati è membro della VIII Commissione Ambiente Territorio e Lavori pubblici, ed è stata eletta Segretario della stessa Commissione. Anche lei è giovanissima, infatti è nata a Fabriano il 5 ottobre 1982, e di recente ha affrontato il problema della difesa del “made in italy”

Le calzature made in Italy, e soprattutto quelle ambitissime made in Marche sono prodotti di successo apprezzati in tutto il mondo. Per l’economia regionale della nostra regione si tratta di un segmento cruciale e una pedina fondamentale del nostro sistema export. Le scarpe nostrane sono talmente desiderate alimentano l’industria dei falsi a livello globale, che con le grandi piattaforme di commercio elettronico si stanno allargando a macchia d’olio. Un fenomeno che rischia di danneggiare in maniera irreparabile questo settore produttivo e i cui effetti iniziano a intravedersi, visto che solo nelle Marche il calzaturiero ha visto una decrescita del 6% per ciò che riguarda le esportazioni nel 2016. E in altre regioni come l’Umbria i dati non cambiano di molto. Come M5S da anni siamo in prima linea contro la contraffazione, e nella relativa commissione d’inchiesta nel 2015 siamo riusciti a far approvare una relazione a firma Filippo Gallinella con diverse proposte normative su etichettatura e made in Italy. Purtroppo però ogni intervento nell’ultimo anno si è arenato, e i pochi fatti non hanno prodotto risultati: è il momento di invertire la rotta.

Ad oggi le leggi presenti non garantiscono una certificazione di provenienza obbligatoria e ciò preclude la possibilità di tutelare il vero prodotto italiano. La nostra proposta obbligherebbe sia il fabbricante che l’importatore ad indicare l’origine ricollegandosi a quanto previsto nel codice doganale. Questa norma, nonostante abbia trovato il voto favorevole del Parlamento europeo è attualmente in stand-by. Su questo punto non ci arrendiamo e continueremo a lottare affinché si introduca l’indicazione obbligatoria dell’origine del prodotto. Non avere il “made in” significa permettere legalmente che merce non creata in Italia che venga spacciata come tale. La contraffazione è una minaccia per l’intero sistema economico e produttivo italiano perché intacca la competitività del sistema Paese e l’immagine del made in Italy nel mondo causando la perdita di quote di mercato dell’industria nazionale, oltre a quella di posti di lavoro. Basta melina, bisogna far presto.

FONTE ( http://www.patriziaterzoni.it/calzature-made-in-italy-troppi-falsi-serve-nuova-norma-sulle-etichettature/ )

Si parla sempre delle stesse persone ma nel M5S esistono tanti ragazzi in gamba. Uno di questi è Giuseppe L’Abbate nato a Castellana Grotte il 13 marzo 1985 e laureato in Informatica e Tecnologie per la Produzione di Software nel 2010 all’Università degli Studi di Bari “Aldo Moro”.
Persona molto attiva si è occupato recentemente del “caso del Console Giacomo Olivieri”

Avvocato, presidente di Bari Multiservizi SpA e della Fondazione Maria Rossi Olivieri nonché fondatore e leader di Realtà Italia, movimento politico nazionale a sostegno della Giunta Emiliano ma in rotta di collisione, oramai da tempo, con quella del Sindaco Decaro. Si tratta di Giacomo Olivieri, Console Generale onorario della Repubblica di Slovenia a Bari dal 10 febbraio 2015, ovvero da quando il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale gli ha concesso l’exequatur. Ad intaccare la “carriera” del diplomatico onorario sloveno, però, potrebbe essere il rinvio a giudizio richiesto, il 1° dicembre scorso, dal Pubblico ministero di Bari Giuseppe Dentamaro nell’udienza preliminare per bancarotta fraudolenta aggravata relativa al fallimento della società barese Ctf Srl, riconducibile all’imprenditore barese Emanuele Degennaro. Secondo l’accusa Degennaro, insieme con la sua segretaria Caterina De Bari e con la complicità dell’avvocato Giacomo Olivieri e del bitontino Francesco Monte, avrebbe dissipato le risorse aziendali e distratto beni per circa 17 milioni di euro. Stando agli accertamenti della Guardia di Finanza, gli imputati avrebbero fatto una serie di operazioni illecite fino a

Una vicenda che pare ripercuotersi inevitabilmente sui presupposti alla base della concessione dell’exequatur. Ai sensi della Convenzione di Vienna del 1963 e della conseguente legge italiana di ratifica, infatti, la nomina di console onorario presuppone la concessione dell’exequatur e, come evidenziato dalla stessa Circolare del Ministero degli Affari Esteri n. 3 del 16 luglio 2010, uno dei requisiti che lo Stato Italiano deve verificare proprio ai fini dell’exequatur è quello dell’onorabilità della persona del candidato, al fine di tutelare la sicurezza dello Stato. Ho presentato, pertanto, una interrogazione parlamentare al ministro Angelino Alfano per chiedere quali tipologie di controlli siano stati effettuati su Giacomo Olivieri in sede di exequatur nonché se, alla luce dell’indagine per il reato di bancarotta, il ministro non ritenga che il requisito dell’onorabilità sia venuto meno e, di conseguenza se non intenda revocare l’autorizzazione all’esercizio delle funzioni di Console onorario.

FONTE (http://www.giuseppelabbate.it/il-caso-del-console-giacomo-olivieri/)

 

Il datore di lavoro può licenziare non solo se a renderlo necessario sono le difficoltà economiche, ma anche se vuole…

Pubblicato da Antonio Pierri " il mio pensiero è libero " su Sabato 31 dicembre 2016