I riti della Settimana Santa di Taranto sono degli eventi che si svolgono nella città a partire dalla Domenica delle palme.

I riti della Settimana Santa risalgono all’epoca della dominazione spagnola nell’Italia meridionale. Furono introdotti a Taranto dal patrizio tarantino don Diego Calò, il quale nel 1603, fece costruire a Napoli le statue del Gesù morto e dell’Addolorata.

Nel 1765 il patrizio tarantino Francesco Antonio Calò, erede e custode della tradizione della processione dei Misteri del Venerdì santo, donò alla Confraternita del Carmine le due statue che componevano la suddetta processione, attribuendole l’onore e l’onere di organizzare e perpetrare quella tradizione cominciata circa un secolo prima.

Nella Domenica delle palme, le due principali confraternite di Taranto, quella di Maria Santissima Addolorata e san Domenico (sita nella chiesa di San Domenico Maggiore nel Borgo Antico) e quella di Maria Santissima del Carmine (sita nella omonima chiesa nel Borgo Nuovo), convocano in assemblea straordinaria i propri iscritti in regola con l’amministrazione e che non siano incorsi in sanzioni disciplinari, ed effettuano le “gare” per aggiudicarsi l’onore di partecipare alle due processioni, il pellegrinaggio della Vergine addolorata e la processione dei Sacri misteri. All’inizio dell’assemblea, il segretario o uno degli assistenti del priore bandisce l’asta che prosegue fino a quando l’offerta più alta non è superata da altre offerte. A questo punto il simbolo (o statua) viene aggiudicata al confratello che ha fatto l’offerta maggiore. Le famiglie storiche ed i gruppi organizzati di confratelli appartenenti alle varie fazioni o indipendenti gareggiano per devozione ed uniscono col loro sacrificio la storia di questi riti.

Il ricavato delle “gare” viene devoluto nel corso dell’anno a favore di iniziative benefiche.

Nel carcere di Taranto si organizza prima delle due processioni una Via Crucis con le due confraternite per far rivivere anche ai detenuti la Passione di Gesù con Troccola, Croce dei Misteri e i Perdúne delle due confraternite che sono quella del Carmine e quella di San Domenico. Nell’ospedale SS. Annunziata e nella Cittadella della Carità si svolgono altre due Via Crucis da parte della Confraternita della SS. Addolorata e San Domenico.

I Perdoni (le Perdúne in dialetto tarantino) sono poste, coppie, di Confratelli del Carmine, che nel pomeriggio del giovedì Santo escono ad intervalli dalla Chiesa di Maria Santissima del Monte Carmelo per effettuare un pellegrinaggio verso le principali chiese del Borgo Antico e del Borgo Nuovo dove sono allestite i “sepolcri”, altari della reposizione. La coppia che esce dal portone della sagrestia – rivolta verso il Borgo Nuovo – compie il pellegrinaggio per i sepolcri della città Nuova e si chiama “posta di campagna”, a ricordo del fatto che alle origini dei Riti, tale zona della città non esisteva, mentre la coppia che esce dal portone principale, rivolto verso il nucleo antico della città, compie il pellegrinaggio per i sepolcri della città Vecchia e per questo conserva il nome di “posta di città”. Oltre i “Sepolcri” del borgo antico, visitano anche la chiesa di San Domenico per il saluto alla Vergine Addolorata prima dell’uscita della stessa nella processione notturna. i Perdoni sono scalzi e vestiti con l’abito tradizionale di rito che si compone di: un camice bianco stretto in vita e sui polsi; un rosario nero appeso in vita con medaglie sacre ed un crocifisso, pendenti sulla destra del camice; una cinghia di cuoio nero attaccata in vita e fatta pendere sul lato sinistro del camice, rappresentante la frusta che colpì Gesù; una mozzetta color crema abbottonata sul davanti; due scapolari recanti rispettivamente le scritte ricamate “Decor” e “Carmeli” in seta blu chiaro; un cappuccio bianco con due forellini all’altezza degli occhi; un cappello nero bordato con nastro blu chiaro, dai cui lati scendono altri due nastri anch’essi blu, indossato in testa sul cappuccio o appoggiato sopra le spalle, fissato in vita con un nastro che viene fatto passare attraverso un’asola che si trova nell’abbottonatura della mozzetta e guanti bianchi di cotone o di pelle. I Perdoni portano inoltre una mazza, chiamata “bordone”, alta circa due metri che simboleggia l’antico bastone dei pellegrini: infatti le Perdúne sono così chiamati in ricordo dei pellegrini che si recavano a Roma per ottenere il perdono dei peccati. Un’altra teoria, riconducibile allo studioso di tradizioni tarantine Angelo Fanelli, vuole, invece, che il termine derivi dalla deformazione dialettale di “bordone”, cioè del nome del bastone uncinato che usavano i pellegrini. Un dondolio chiamato in dialetto tarantino “nazzecata”, caratterizza l’incedere lentissimo dei confratelli penitenti.

L’uscita dei Perdoni è il primo atto della Settimana santa tarantina che coinvolge l’intera cittadinanza.

Le statue dell’Addolorata che vengono fatte sfilare nelle due processioni sono solo apparentemente uguali:

  • volto: piccoli dettagli le rendono espressivamente differenti;
  • aspetto: quella del giovedì Santo (San Domenico) è alta quasi un metro e ottanta ed ha una figura più snella, mentre quella del venerdì Santo (Carmine) è più bassa ed ha il viso più rotondo.
  • datazione: quella del venerdì Santo (Carmine) è molto più antica di quella del giovedì Santo (San Domenico);
  • simboli: entrambe le statue hanno nelle mani un cuore trafitto e un fazzoletto, ma quella del giovedì Santo (San Domenico) ha il cuore nella mano sinistra ed il fazzoletto nella destra, mentre quella del venerdì Santo (Carmine) ha i simboli invertiti.
  • Oltre ad avere i simboli invertiti, il cuore dell’Addolorata del giovedì Santo (San Domenico) è trafitto da un solo pugnale sempre a forma di cuore conficcato al centro, mentre quella del venerdì Santo (Carmine) ha il cuore trafitto al centro da un pugnale con l’impugnatura a croce e da due stiletti posti accanto, uno a destra e l’altro a sinistra, al pugnale e in posizione obliqua verso l’esterno.

Nella città di Taranto fin dal XV secolo la presenza delle confraternite è stata massiccia e rilevante soprattutto nell’arco di tempo che va dal termine del Concilio di Trento agli immediati anni posteriori alla rivoluzione francese che porto all’abolizione degli ordini monastici nel regno di Napoli che avevano favorito la nascita di questi sodalizi (nel solo convento dei domenicani ne erano presenti tre). A partire dagli anni novanta c’è stata una riscoperta e rinascita e addirittura l’istituzione di confraternite come per esempio la Confraternita di Sant’Egidio Maria di San Giuseppe fondata nella omonima parrocchia nel periferico rione Tramontone all’indomani della canonizzazione del santo tarantino. Ai riti della Settimana santa fino al secondo conflitto mondiale parteciparono assiduamente anche i vari sodalizi di Taranto oltre al Carmine e all’Addolorata con dei cortei penitenziali il giovedì e il venerdì santo che visitavano gli altari della reposizione nelle varie chiese. La confraternite tarantine sono queste:

  • Reale arciconfraternita di Maria santissima del Rosario (Taranto) (dopo il 1571)
  • Arciconfraternita di Maria Santissima del Monte Carmelo (1675)
  • Arciconfraternita del Santissimo Sacramento (1540)
  • Arciconfraternita di San Giuseppe (1639)
  • Confraternita di Maria Santissima Immacolata (prima del 1578)
  • Confraternita di san Gaetano di Thiene (1657)
  • Confraternita di santa Maria della Mercede (seconda metà XVII secolo e soppressa nel 1905)
  • Confraternita di santa Maria di Costantinopoli sotto il titolo dei santi Cosma e Damiano (1580)
  • Confraternita della Santissima Trinità dei pellegrini (Seconda metà del XV secolo)
  • Confraternita di san Cataldo eretta in Santa Caterina (XV secolo)
  • Confraternita di Santa Maria della Scala (1670)
  • Confraternita del Santissimo Crocifisso e Purgatorio (1585)
  • Confraternita del Santissimo Nome di Gesù, detta “del Santissimo Nome di Dio” (1580)
  • Confraternita di Maria santissima Addolorata e san Domenico (1670)
  • Confraternita di Santa Maria della Pace (1673)
  • Confraternita di san Nicola da Tolentino e sacra cintura (prima del 1600)
  • Reale confraternita di Sant’Antonio di Padova (1680)
  • Confraternita della Santissima Croce (1834)
  • Confraternita di santa Maria di Piedigrotta e dei santi Gennaro e Catello (1895)
  • Confraternita di Maria santissima dei martiri e san Marco (1941)
  • Confraternita dei Santi Medici (1999)
  • Confraternita di Sant’Egidio Maria di San Giuseppe (2001)
  • Confraternita di Santa Rita (2005)
  • Confraternita di Santissimo Sacramento Reale dell’Addolorata (2007)
  • Confraternita Dei Sacri Misteri (2008)
  • Confraternita di San Tommaso (2011)
  • Confraternita di Santa Giorgia (2013)
  • Confraternita della reale santissimo sacramento Trinità (2015)
  • I Confratelli in abito di rito dell’Addolorata del giovedì Santo (San Domenico), eccetto i tre Crociferi, hanno le scarpe mentre quelli dei Misteri (Carmine) sono tutti scalzi.
  • L’Addolorata della Chiesa di S.Domenico la mattina del venerdì Santo, verso le ore nove, compie una sosta dalle Suore dell’Immacolata.
  • Tradizione prevede che l’Addolorata del giovedì Santo sia salutata all’uscita dalla Chiesa di San Domenico Maggiore con la predica da parte del vescovo e con l’esecuzione da parte della Banda della Marcia Funebre “A Gravame” composta agli inizi del Novecento dal Maestro Domenico Bastia e dedicata ad un giovane musicista della banda del Bastia scomparso in un tragico incidente sul lavoro. Il rientro, invece, è tradizionalmente accompagnato dalla marcia funebre “Mamma” del Maestro Luigi Rizzola.
  • I portatori delle forcelle di entrambe le Madonne Addolorate indossano guanti in pelle di colore nero diversamente dai portatori delle forcelle delle altre statue che indossano guanti bianchi.
  • Spesso i Perdoni, durante la visita ai “Sepolcri” nella prima mattinata del venerdì Santo, incontrano la processione della Addolorata; in questo caso si fermano dinanzi alla croce dei misteri e alla statua in processione e compiono la tradizionale genuflessione.
  • La processione dei Misteri nella notte fra il Venerdi Santo e il Sabato Santo fa una sosta alla chiesa di San Francesco da Paola.


Abbiamo presentato alla Stampa Estera le nostre proposte per l’Ue. I cittadini non si riconoscono nelle attuali istituzioni, è necessario archiviare il sistema partitocratico ed introdurre la democrazia diretta. È l’unico modo per superare la crisi della rappresentanza.

Una crisi che viviamo a livello nazionale ed è esasperata sul piano europeo, dove un organo esecutivo nominato dagli Stati prende le decisioni più importanti. Vogliamo ridiscutere i vincoli, introdurre una gestione comune dei flussi migratori, puntare sull’economia reale, far decidere ai cittadini se tenersi l’euro. Noi vogliamo che il popolo possa esercitare la democrazia diretta, intervenire e controllare i propri rappresentati attraverso strumenti che consentano di processualizzare la partecipazione. Per questo il MoVimento 5 Stelleha presentato un Libro a 5 Stelle dei cittadini: il futuro è nella riconquista della sovranità popolare, è solo partendo dai cittadini che si può costruire un’Europa completamente diversa.

Il cambiamento deve necessariamente passare attraverso la inevitabile partecipazione generale. Gli strumenti che il Movimento 5 Stelle mette a disposizione dei cittadini attraverso la piattaforma Rosseau sono utili per la realizzazione di una democrazia partecipata e diretta

Pubblicato da Antonio Pierri su Mercoledì 5 aprile 2017

Pubblicato da Antonio Pierri su Mercoledì 5 aprile 2017

Incontrare Danilo Toninelli e constatare di persona la sua profonda umanità e preparazione è stata per me una esperienza unica. Ho conosciuto nell’occasione altri ragazzi che collaborano con Danilo ed in particolare Gaetano che è persona davvero squisita, competente, e una grande risorsa per questo paese. In un momento difficile per me questo incontro è stato quello spiraglio di luce che improvvisamente ti illumina e ti ridà la forza e la carica giusta per proseguire. GRAZIE

 

Pubblicato da MoVimento 5 Stelle su Domenica 2 aprile 2017

Grazie a Rousseau ho conosciuto Antonio, un cittadino come tutti, un iscritto del MoVimento 5 Stelle. Antonio aveva un’idea, quella di punire i parlamentari assenteisti, e invece di aspettare che qualche “rappresentante” la realizzasse, l’ha scritta lui stesso, caricata su Lex Iscritti e messa in votazione insieme ad altre cento.

La sua proposta è stata la più votata. Così Antonio, oggi, è qui in Parlamento con me a spiegarci come e perché gli è venuta in mente. È una cosa bellissima, perché Antonio è diventato un legislatore, un cittadino che scrive una legge e la porta in Parlamento.

Questo è un vero Parlamento aperto ai cittadini. Questa è la Democrazia Diretta! Prendetela e fatela vostra! I prossimi legislatori potrete essere voi.

Danilo Toninelli

La locuzione latina errare humanvm est, perseverare autem diabolicvm tradotta letteralmente significa “commettere errori è umano, ma perseverare (nell’errore) è diabolico”.

Ho capito in questi anni che le logiche che si nascondono dietro i metodi di valutazione utilizzati dallo staff del Movimento 5 stelle per le assegnazioni delle certificazioni non mi possono appartenere.

Ho appreso che il meetup di Ardea, con la lista capitanata da Mario Savarese, ha ottenuto il via libera dallo staff per la presentazione della lista con il simbolo del Movimento.

Nei mesi scorsi avevo fortemente criticato questo gruppo di attivisti ma devo comunque archiviare quanto detto perché in democrazia vince chi ha il consenso della maggioranza.

A questo punto faccio un sincero in bocca al lupo a  Mario Savarese che corona un sogno e al gruppo dei cittadini di Ardea che lo sostengono e dei quali ancora non è noto il nome.

Certo la campagna elettorale sarà dura e i cittadini di Ardea, che ben conoscono le persone coinvolte, sapranno scegliere con dovizia se diventare un comune a 5 stelle premiando difatti le idee e i programmi sviluppati e presentati dal Movimento locale.

Da parte mia l’impegno ad appoggiare la lista ed il programma del MoVimento 5 Stelle di Ardea lasciando in disparte le sterili polemiche ma vigilando sempre con estremo rigore.

Dopo 18 anni il pm Nino Di Matteo lascia la procura di Palermo per trasferirsi a Roma alla Direzione nazionale antimafia. All’unanimità il plenum del Csm ha assegnato a lui uno dei 5 posti da sostituto messi a concorso alla Superprocura guidata da Franco Roberti. L’addio a Palermo sarà operativo tra due mesi ma non equivale a un abbandono del processo sulla presunta trattativa tra Stato e mafia. Su richiesta del procuratore di Palermo Lo Voi e con il consenso di Roberti, Di Matteo potrà restare pm in quel processo.

La decisione del Csm sana una ferita, che si era aperta due anni fa quando il plenum bocciò la candidatura di Di Matteo ad un altro concorso per la Procura nazionale antimafia, preferendogli tre colleghi. Una scelta vissuta come un’ “ingiusta mortificazione” da Di Matteo, che presentò ricorso al Tar del Lazio. Oggi invece il plenum gli ha riconosciuto il massimo dei punti (15) per le “ottime qualità professionali” e il “solido e vasto bagaglio di esperienza” maturato in materia di criminalità organizzata e in particolare nella gestione dei collaboratori di giustizia (da Giovanni Brusca a Salvatore Cancemi). Un giudizio basato anche sui pareri resi dai suoi superiori, che attestano oltre alle “capacità di coordinamento e impulso investigativo”, “l’impareggiabile tenacia” e l'”ineguagliabile spirito di sacrificio”. Doti ancora più apprezzabili – evidenzia la delibera approvata, che ha come relatrice la laica di Forza Italia Elisabetta Casellati, presidente della Terza Commissione – tenuto conto dei “pericoli, anche per la sua personale incolumità, incontrati nella gestione di complessi e delicati procedimenti” e che “hanno imposto la predisposizione di un eccezionale apparato di sicurezza”. Gli altri quattro posti messi a concorso alla Procura di via Giulia sono stati assegnati, sempre all’unanimità, ai sostituti romani Francesco Polino, Barbara Sargenti e Maria Cristina Palaia e al pm napoletano Michele Del Prete.

E adesso sono volatili per diabetici 🙂

Si parla sempre delle stesse persone ma nel M5S esistono tanti ragazzi in gamba:Ornella Bertorotta (Catania, 25 agosto 1967) è una politica italiana e nel 2013 viene eletta senatrice della XVII legislatura della Repubblica Italiana nella circoscrizione Sicilia per il Movimento 5 Stelle.

di recente si può trovare sul blog delle stelle una sua interessantissima proposta di legge

( FONTE http://www.beppegrillo.it/2017/03/diamo_la_casa_a_chi_non_ce_lha.html )

di Ornella Bertorotta, MoVimento 5 Stelle Senato

Mentre la speculazione edilizia aggredisce il territorio, i centri storici delle nostre città vanno in malora. Il problema dell’abbandono degli immobili colpisce tutto il Paese, dalle metropoli come Roma fino ai piccoli e caratteristici paesini di provincia. La NON città si sostituisce alla città in un processo che sembra inarrestabile e che riduce le relazioni sociali ed economiche e porta alla perdita irreversibile dei centri storici e dell’intrinseco valore culturale e anche turistico che rappresentano.

Un paradosso enorme, se consideriamo che la povertà crescente costringe milioni di cittadini in spazi angusti, spesso senza la disponibilità di una casa. I cittadini perdono così la fiducia nel futuro e sono costretti ad emigrare o peggio vengono spinti ai margini della società. A farne le spese sono anzitutto i giovani, costretti ad abitare a tempo indefinito con i propri genitori, cristallizati in una condizione di eterna sospensione della vita, impossibilitati a progettare un futuro a causa della precarietà del lavoro.

L’emergenza abitativa e quella dell’abbandono degli immobili vanno affrontate insieme e con celerità. Per questo ho presentato un DDL che istituisce il Fondo per l’Autorecupero con una dotazione iniziale di 400 milioni per il primo anno. Il DDL autorecupero è finalizzato a garantire il diritto all’alloggio a chi non può accedere al mercato degli immobili e a quello delle locazioni, prevenire e ridurre il consumo di suolo, migliorare le prestazioni energetiche degli edifici e la sicurezza statica degli immobili.

Attraverso questo fondo i comuni dovranno censire gli immobili abbandonati sia pubblici che privati e metterli a disposizione dei cittadini, che potranno organizzarsi in gruppi di autorecupero mettendo a disposizione il loro tempo e il loro lavoro. Il gruppo presenterà un progetto per ristrutturare l’immobile e una volta completati i lavori di recupero, ottenerlo in comodato d’uso per 18 anni con un contributo mensile minimo.

I lavori di messa in sicurezza verranno affidati alle imprese specializzate, contribuendo così alla transizione dall’edilizia della nuova costruzione a quella del recupero degli immobili esistenti.
L’autorecupero è un’opportunità anche per i privati proprietari di immobili che ricadono nelle aree soggette ad autorecupero, che potranno scegliere di mettere a disposizione il proprio immobile abbandonato, che verrà ristrutturato a spese del Fondo e riceveranno inoltre un contributo mensile per ogni unità abitativa per tutta la durata del comodato. I comuni potranno prevedere ulteriori incentivi, come ad esempio l’esenzione dal pagamento delle imposte sull’immobile.
Insieme al reddito di cittadinanza, l’autorecupero degli immobili abbandonati si inserisce in un pacchetto di misure del M5S, che risponde in maniera concreta e immediata alla povertà dilagante nel nostro Paese.

Inoltre buono il suo rendimento come parlamentare

( FONTE http://parlamento17.openpolis.it/parlamentare/bertorotta-ornella/687122 )

Non ho pazienza per alcune cose, non perché sia diventata arrogante, semplicemente perché sono arrivata a un punto della mia vita, in cui non mi piace più perdere tempo con ciò che mi dispiace o ferisce. Non ho pazienza per il cinismo, critiche eccessive e richieste di qualsiasi natura. Ho perso la voglia di compiacere chi non mi aggrada, di amare chi non mi ama e di sorridere a chi non mi sorride. Non dedico più un minuto a chi mente o vuole manipolare. Ho deciso di non convivere più con la presunzione, l’ipocrisia, la disonestà e le lodi a buon mercato. Non tollero l’erudizione selettiva e l’arroganza accademica. Non mi adeguo più al provincialismo e ai pettegolezzi. Non sopporto conflitti e confronti. Credo in un mondo di opposti, per questo evito le persone rigide e inflessibili. Nell’amicizia non mi piace la mancanza di lealtà e il tradimento. Non mi accompagno con chi non sappia elogiare o incoraggiare.
I sensazionalismi mi annoiano e ho difficoltà ad accettare coloro a cui non piacciono gli animali. Soprattutto, non ho nessuna pazienza per chi non merita la mia pazienza.
(Meryl Streep)

Oggi vi voglio parlare di un comune a 5 stelle … GENZANO

Prendendo spunto dalla pagina dedicata http://www.movimento5stelle.it/comuni5stelle/GENZANO.html

vi racconterò che ….

DANIELE LORENZON

Il commercio e l’artigianato di Genzano occupavano grande parte della popolazione genzanese ed erano fiore all’occhiello della cultura e dello shopping dei Castelli Romani. Purtroppo, a causa delle cattive gestioni delle precedenti amministrazioni, si sono perse ormai da tempo, per grande responsabilità politica, cantine sociali e cooperativa del pane casereccio. Ci siamo subito impegnati per far tornare Genzano una città partecipata e trasparente, attraverso il lavoro su cinque nostre priorità: acqua pubblica, tutela dell’ambiente, sviluppo, connettività e mobilità sostenibile. Noi stiamo governando e lavorando nell’interesse di tutti i cittadini che, in questi anni, non si sono sentiti rappresentati.

LE PRIME CONQUISTE

RIORGANIZZAZIONE

Riorganizzazione della macchina amministrativa. Lo staff, snellito, è stato scelto tramite selezione di curricula.

PARTECIPAZIONE

E’ stata lanciata un’iniziativa per aumentare la partecipazione popolare tramite ‘porte aperte al comune’.

SERVIZI

Si è proceduto a una rideterminazione dei rapporti con Acea per ottimizzare i tempi di segnalazione e intervento in caso di guasti e disservizi e dei rapporti con AMBI.EN.TE spa per migliorare il servizio, gli orari di conferimento e le metodologie.

TRASPARENZA

Partecipazione ai bandi per la rimozione delle barriere architettoniche, per la ristrutturazioni delle scuole, la riqualificazione di teatri, delle periferie e per l’installazione di fototrappole per combattere il conferimento di rifiuti in discariche abusive.

DECORO URBANO

Effettuati dei sopralluoghi per verificare le condizioni di strade, scuole, parchi pubblici, del verde pubblico attrezzato.

 

“Ti accompagniamo noi” parte ufficialmente il 27 febbraio 2017 e dal 20 febbraio è possibile effettuare le iscrizioni…

Pubblicato da Comune di Genzano di Roma (Pagina ufficiale) su Venerdì 24 febbraio 2017

Paolo Borsellino:

“Un politico in odor di mafia ANCHE SE NON CONDANNATO non va candidato.”

Attilio Bolzoni, inviato di Repubblica, racconta gli anni delle stragi trent’anni dopo. Torna a Palermo e ripercorre le strade dove furono ammazzati Pio La Torre, Carlo Alberto dalla Chiesa, Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. Ha racchiuso le loro storie in un libro (Uomini soli ed. Melampo) e in questo film documentario di Paolo Santolini.

( FONTE http://www.arcoiris.tv/scheda/it/15671/ )

La politica non deve agganciarsi ad atti formali nel giudizio, ma a una valutazione autonoma dei fatti. Si può cacciare uno che è innocente o tenerlo se è colpevole. Sono due valutazioni diverse: una è politica, l’altra di giustizia. Molte volte non c’è bisogno di aspettare la sentenza per far scattare la responsabilità politica, ma in questo Paese non avviene mai, neanche di fronte ai casi evidenti

(FONTE https://infosannio.wordpress.com/2017/02/14/cara-ti-amo-leditoriale-di-marco-travaglio/ )

I Meetup non sono il MoVimento 5 stelle, e per fortuna direi, perché per essere certificati bisogna davvero meritarselo. Ci sono dei requisiti di rettitudine, sopratutto morale, dai quali non si dovrebbe mai prescindere. Quando vedo dei falsi leader litigare per spartire il numero di candidati da mettere in lista mi viene proprio da vomitare. Questo accade e, purtroppo,  va denunciato anche a discapito della presenza di una lista certificata in territori dove si introducono prepotentemente dei personaggi che tutto sono fuorché veri “attivisti”. Soluzioni migliori non ce ne sono se non quella di votare e aiutare alle amministrative quelle persone che sappiamo essere davvero oneste e non gentucola che col favor rei di un simbolo adesso in auge ambisce a ricoprire poltrone facilmente. Non è per fortuna tutto nero ma in molti comuni per il bene del MoVimento lo staff di Grillo e Casaleggio dovrebbe impedire che si certifichino listucole fatte da opportunisti e prezzolati. Questo è capitato a Latina dove, difronte a una situazione decisamente ambigua, nonostante una probabile affermazione alle amministrative, lo staff di Grillo e Casaleggio non ha concesso l’uso del simbolo. Stessa cosa accadrà ad Aprilia dove nei meetup è fortissima la contaminazione di fattori estranei al MoVimento e molto lontani dai suoi principi. Me ne farò una ragione e al momento del voto, a meno di scelte calate dall’alto, deciderò di appoggiare quelle persone oneste che sono per fortuna ancora presenti nel nostro territorio ma che si tengono, per le ragioni di cui sopra, a debita distanza dai meetup locali .